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Dolores. VIDEO

Che cosa ha significato la morte di Dolores O'Riordan?

E’ strano l’effetto che fa su di noi, su tutti noi, la morte di una persona famosa. Pur essendo degli sconosciuti, sembra proprio che in un modo o nell'altro entrino a far parte della nostra quotidianità. Sarà per questo che la morte di una cantante popolare come Dolores O’Riordan mi ha particolarmente colpito.  La sua voce aveva un’estensione vocale non indifferente e sembrava quasi che il suo fosse un canto “masticato”. Ed era proprio questa la sua particolarità a far sì che la cantante dei Cramberries era riconoscibile ovunque. Potevi anche non conoscere le sue canzoni ma anche dopo averla ascoltata una volta, sapevi che era lei. Le cause della sua morte sono ancora incerte.

L’artista irlandese è stata trovata senza vita nella sua stanza d’albergo a Londra alle 9.05 del mattino di lunedì 15 gennaio e la notizia è stata divulgata tramite un comunicato nel pomeriggio, in cui si chiedeva rispetto per la privacy della famiglia in un momento così doloroso. Scotland Yard ha fatto sapere che sta trattando la morte della cantante come “non sospetta”, un modo per dire che si sta perseguendo l’ipotesi del decesso per cause naturali. Nel 2014 Dolores aveva confessato di aver tentato di togliersi la vita tramite overdose in un’intervista al British Telegraph.

La star aveva deciso proprio in quel periodo di uscire allo scoperto con i suoi problemi di depressione, dipendenza dall’alcol e anoressia, tutti nati in seguito alle molestie sessuali subite per quattro lunghi anni e iniziate quando ne aveva 8: “Ero solo una bambina”, ha raccontato. Un dolore che l’ha accompagnata a lungo ma che secondo le persone a lei vicine ora non le aveva impedito di essere felice. Al di là delle cause della sua morte o sui suoi problemi di depressione, l’artista irlandese ha inevitabilmente scritto un pezzo di storia della musica.

Chi scrive, come forse molti altri coetanei, ha conosciuto i Cramberries negli anni della prima adolescenza, a metà anni ’90. Personalmente, ricordo come se fosse ieri la musicassetta regalatami da un mio compagno di scuola delle medie: era la registrazione su nastro dell’album “No Need to Argue”. Era il 1994 e l'album conteneva la canzone “Zombie”.

Da allora è stato amore fra me e i Cramberries. Non so perché, ma rispetto a tanti altri gruppi musicali, le loro canzoni hanno sempre accompagnato le avventure o le disavventure della mia vita molto più di tanti altri. Sarà stato quel canto masticato, quella strana vena malinconica che sembrava attraversare tutte le loro canzoni. La mia canzone preferita è sempre stata “Animal Instinct”, tratta dall’album “Bury the Hatchet” del 1999, per me il loro migliore album. E mi piace ricordarla così, Dolores: una donna istintiva, dall’istinto animale che è forte e fragile allo stesso tempo e che con la sua voce inconfondibile ha segnato un’epoca.

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