Attualità Taormina

Taormina, capitale del turismo nudista

La proposta è stata lanciata dal sindaco di Castelmola

Taormina - Da museo naturalistico del mare a villaggio per i nudisti. Non ci sono requie per il villaggio Le Rocce, l’area che comprende i Comuni di Letojanni, Castelmola e Taormina e che era stato dato in comodato d’uso per 99 anni ad Antonio Presti, il mecenate messinese fondatore di Fiumara D’Arte Onlus e che invece ha dovuto restituire a causa di una sentenza del tribunale. Da un lato, abbiamo il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, che ha già rivendicato per sé l’affidamento del complesso e ha scritto al Commissario della Provincia, Francesco Calanna, chiedendo ufficialmente la gestione dell’oasi naturalistica, dall’altro lato abbiamo il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, secondo il quale il villaggio Le Rocce dovrebbe essere trasformato in un parco per nudisti.

“Il problema del villaggio Le Rocce non riguarda soltanto Taormina – afferma Russo - Qui si parla di un bene che appartiene all’intero comprensorio e, a maggior ragione dopo il pronunciamento del Cga, la questione va affrontata dai tre sindaci con una riflessione congiunta, tutti insieme”. Poi, aggiunge: “Io lancio una proposta – aggiunge Russo – che avevo già avanzato nei primi Anni Duemila quando ero presidente dell’allora Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Taormina: nessuno si scandalizzi ma si potrebbe fare de Le Rocce un parco per nudisti. Sarebbe praticamente l’unica grande area per il naturismo al Sud, il turismo è anche questo. La mia non è una semplice provocazione, è una proposta fattibile”.

E fu così che Taormina divenne la capitale del nudismo per tutto il sud Italia. Una cosa di cui proprio si sentiva la mancanza. E poi, volete mettere con un museo archeologico del mare? Intanto, Antonio Presti ha anche deciso di non ricorrere contro la sentenza del Cda. Il ricorso contro Presti era stato presentato da La Pineta Sport Management, una società che ha chiesto la riconsegna del bene alla Città Metropolitana di Messina. La società aveva presentato un project financing per la riconversione del villaggio in una struttura alberghiera di lusso. Il tribunale palermitano ha così stoppato la concessione in comodato d’uso gratuito per 99 anni che era stata decretata a suo tempo dalla ex Provincia Regionale di Messina, che come detto ora torna in possesso delle chiavi dell’oasi naturalistica.

Le Rocce sono nate nel 1954 sul promontorio di Taormina come destinazione turistico-sociale per i lavoratori della Regione, la struttura ha funzionato per una decina d’anni per poi essere lasciata all’incuria. Nei primi anni ’80 la decisione della Regione, incapace di trovare una soluzione concreta, di assegnare l’immobile alla Provincia. Ma anche con la gestione del nuovo ente le cose non sono cambiate, fino a quando una decina di anni fa un’impresa manifesta il proprio interesse per trasformare l’ormai rudere in un complesso alberghiero di eccellenza.

L’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, però, reputa quel sito non assegnabile. Contro questo parere l’impresa fa ricorso, ma senza ottenere esiti positivi. Nel frattempo, nel 2016, un’altra proposta arriva per la riqualificazione del villaggio da parte di Antonio Presti, che lì vuole realizzare un museo naturalistico sul mare. Stavolta il bene viene considerato assegnabile dalla Città Metropolitana di Messina, ma il provvedimento però viene impugnato da La Pineta Sport Management Srl. Il ricorso dopo essere stato rigettato dal Tar di Catania, viene accolto dal massimo organo di giustizia amministrativa della Sicilia nella misura in cui l’affidamento era stato concesso senza gara dalla stessa Città Metropolitana, “violando così i principi di concorrenza, non discriminazione e di trasparenza”.