Attualità Ragusa

Camera, plurinominale, la Boschi capolista. Viva il territorio

Non ci sono ragusani

Ragusa - Territori mortificati. Matteo Renzi e il suo Pd candidano Maria Elena Boschi, donna molto vicina all'ex premier, capolista nella lista bloccata e garantita del plurinominale alla Camera. Il collegio comprende le province di Siracusa e Ragusa e una parte della provincia di Catania. La signorina Boschi è prima nella lista, davanti a Fausto raciti, Filippo Amoddio e al ragusano Mario d'Asta, quarto, candidato di testimonianza. 

Come eleggeremo i nostri rappresentanti a Camera e Senato

La nuova legge elettorale (Rosatellum) è un sistema misto. Sceglieremo, cioè, alcuni parlamentari (un terzo) con il metodo maggioritario (il candidato che prende più voti nel collegio viene eletto) e altri (i restanti due terzi) con un sistema proporzionale che attribuisce ai partiti tanti più parlamentari quanto più alta è la percentuale di voti raggiunta.

Camera, provincia di Ragusa. Collegio uninomimale. Collegio plurinominale

I comuni della nostra provincia sono stati divisi in due collegi. Nel collegio di Ragusa (il numero 8) sono stati inseriti i comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria. Gli elettori di questi otto centri eleggeranno un solo deputato tra quelli il cui nome figurerà tra quelli indicati dalle varie coalizioni. Gli altri comuni della provincia (Giarratana, Ispica, Monterosso Almo, Pozzallo) sono stati invece inseriti nel collegio 9 con altri 15 comuni delle province di Siracusa e Catania (Avola, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Francofonte, Lentini, Militello, Noto, Pachino, Palagonia, Palazzolo, Portopalo, Rosolini, Scordia). Anche in questo caso sarà eletto deputato il candidato più votato.

Altri sette deputati li eleggeremo con il sistema proporzionale in un collegio che comprende le province di Ragusa, Siracusa e parte di Catania. Si tratta del cosiddetto collegio plurinominale (denominato Sicilia 3) nel quale ognuno di noi potrà votare solo per il simbolo di un partito. I seggi saranno assegnati in base alle percentuali ottenute da ciascun partito e saranno attribuiti ai candidati che i partiti stessi hanno posto in cima alla lista (se a un partito andranno tre seggi, a essere eletti saranno i primi tre posti nella lista senza che noi abbiamo altre possibilità di scelta). Qui la capolista del pd è Maria Elena Boschi. 

Senato. Collegio uninominale. Collegio plurinominale

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Stesso criterio per il Senato. Un senatore sarà eletto in un collegio uninominale maggioritario (viene eletto chi prende un voto in più degli altri) che comprende i comuni, oltre che dell’intera provincia di Ragusa, anche di Augusta, Avola, Buscemi, Canicattini, Carlentini, Cassaro, Floridia, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo, Portopalo, Priolo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.

Altri sedici senatori li eleggeremo con il sistema proporzionale (in base alla percentuale ottenuta dai partiti) in un collegio unico che comprende l’intera Sicilia e anche in questo caso i seggi saranno attribuiti seguendo l’ordine indicato dai partiti nella lista.

Il caso Boschi

Maria Elena Boschi è stata candidata in ben tre collegi plurinominali della Camera come capolista. Boschi è stata calata nei collegi di Ragusa-Siracusa, Messina e Palermo provincia. Nel primo ha scalzato dal primo posto il segretario regionale Fausto Raciti, nel secondo il rettore Pietro Navarra, retrocesso a numero due, nel terzo il segretario provinciale di Palermo Carmelo Miceli, candidato a sorpresa da Faraone. Si tratta di una novità di non poco conto. Maria Elena Boschi è anche candidata in un collegio uninominale blindatissimo. Renzi l’ha piazzata infatti a Bolzano, dove il Pd è alleato con la Sudtiroler Volkspartei e dovrebbe spuntarla. In quel caso, Boschi risulterebbe eletta in Alto Adige e nei tre collegi siciliani si scorrerebbero le liste, senza scossoni rispetto al primo annuncio. Ma se la sottosegretaria dovesse uscire sconfitta a Bolzano, verrebbe eletta proprio in uno dei tre collegi siciliani, nel peggiore. E così i numeri due della lista sono oggi un po’ meno sicuri di entrare in Parlamento.