Attualità Ragusa

Siracusa-Gela: sarà un'altra grande incompiuta?

Il rammarico del Prefetto Librizzi

Ragusa - "Lascio Ragusa col grande rammarico di non aver potuto sbloccare i lavori di prosecuzione dell'autostrada Siracusa-Gela". Lo ha detto il prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi nell'incontro di commiato con i giornalisti prima di trasferirsi a Messina per il suo nuovo incarico. "Abbiamo tenuto diversi tavoli in Prefettura - dice il prefetto - ma non siamo ancora riusciti a fare pagare le imprese.

Ci sono momenti di grande difficoltà per le ditte locali ma ho notizia che il Consorzio Autostrade Siciliane avrebbe assunto l'impegno di pagare direttamente le imprese edili bypassando così la ditta aggiudicataria. Ecco non aver potuto far ripartire i lavori di quest'importante infrastruttura per la provincia di Ragusa mi rattrista". Il rammarico dell'ormai ex Prefetto di Ragusa ha tutto il sapore di una profezia. I cantieri, infatti, sono fermi dal mese di luglio perchè le imprese non sono state pagate. Un gioco che è rimbalzato per troppi mesi sui tavoli della politica: c'è stato, infatti, chi ha assicurato che il cantiere stava ripartendo, era stato sbloccato e che tutto sarebbe andato per il meglio.

Come volevasi dimostrare, invece, ci si appresta a guardare un'altra grande incompiuta. Così i lavori per i lotti della costruenda autostrada Siracusa-Gela che da Rosolini portano a Modica si sono bloccati dal dopo ferie dell’estate 2017. Complessivamente, le imprese devono percepire 10 milioni e mezzo di euro. Un’attesa che dura da 18 mesi e ora c'è qualcuno che vuole passare alle proteste. E lasciatecelo dire: era ora.

L’8 gennaio scorso nel cantiere fermo sul tratto Rosolini-Modica arrivò anche il neo assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, promettendo di sbloccare i pagamenti alle imprese. Uno dei tanti che ha fatto sopralluoghi su sopralluoghi nel cantiere. Ma da quel giorno non si è registrato alcuna anticipazione. L’impresa che ha vinto l’appalto è la Cosige, al cui interno c'è un’altra società la "Condotta" (per il 70%) e la "Cosedil" (per il 30%).  L'8 gennaio scorso la Condotta ha presentato il concordato preventivo a Roma che annuncia il fallimento. Se il Tribunale di Roma accetta il concordato, si potrebbero bloccare tutti i fondi e a cascata. Il Cosige, infatti, ha subappaltato i lavori a tantissime imprese locali che, ovviamente, rischiano il fallimento.