Lettere in redazione Modica

Carnevale a Modica: non è vero che manca da trent'anni

Riceviamo e pubblichiamo

Modica - È forse una pretesa di ognuno che si ritrovi ad essere sindaco di una città bella come Modica, quella di voler vantare molti primati. Ma se è vero che tra le responsabilità di un sindaco c’è anche quella di custodire la memoria della città (e non certo di incoraggiarne la perdita), questi primati dovrebbero esser messi in relazione alla storia e non al brevissimo arco di un mandato.
Per questo ci suscita incredulità e stupore la nota con cui il sindaco Ignazio Abbate ha annunciato che “a circa 30 anni dall’ultima edizione, torna il Carnevale Modicano”, organizzato “allo scopo di riportare le famiglie in piazza come si faceva negli anni 80” (nota peraltro riportata senza il benché minimo senso critico da diverse testate giornalistiche, i cui redattori hanno forse vissuto altrove negli ultimi anni).

Ci tocca allora fare necessariamente da supplenti - a lui e a chi si presta a fargli da megafono - in quella responsabilità di custodia della memoria della città, ricordando che il recupero dell’autentica tradizione del Carnevale, con e per i bambini, è stata una delle linee costitutive del progetto “Nel Solco della Tradizione”, programmato e portato avanti dall’Amministrazione Buscema dal 2009 al 2013 e poi biecamente destrutturato da questo sindaco (come se fosse obbligatorio, per ogni nuovo amministratore, privare la città di ognuna delle cose, anche buone, pensate dal precedente).

Se ora si riscopre l’esigenza di “riportare le famiglie in piazza”, non c’è alcun bisogno di andare indietro di trent’anni: ne bastano cinque affinché Abbate si accorga che, se nel frattempo queste famiglie in piazza non ci sono più state, la responsabilità è solo sua e della sua sistematica opera di depauperamento della tradizione, della memoria condivisa, dei processi collettivi di costruzione di un’identità consapevole dei cittadini, a partire dai più piccoli.

Ma siamo sicuri che queste stesse famiglie abbiano ancora ben stampata negli occhi e nel cuore, viva e colorata, la bellezza delle sfilate organizzate dalle scuole per il Carnevale dei bambini dal 2009 al 2013, quello del progetto “Nel solco della tradizione” appunto: sfilate con uno sfondo narrativo - quello di Pinocchio, Peter Pan, Alice nel Paese delle Meraviglie -, a cui centinaia di bambini lavoravano per mesi interi insieme ai loro genitori, ai loro insegnanti, agli scout, a tutti coloro che - volontariamente e gratuitamente - avevano voglia di partecipare non ad un evento ma ad un percorso. E tra loro ci teniamo particolarmente a ricordare il ruolo determinante del Liceo Artistico e quello degli insegnanti delle attività integrative, che Abbate ha spedito negli uffici spesso a non far nulla.   Solo per dovere di cronaca, ricordiamo anche nel primo anno della sua Amministrazione Abbate aveva tentato di mandare una circolare alle scuole per invitarle a realizzare dei carri, mettendo in palio un premio e saltando così tutta la parte degli incontri, dell’immaginazione, delle letture, della comprensione, della costruzione. Ovviamente carri non ce ne sono stati più, i bambini hanno perso il gusto di lavorare alla maschera, alla favola, e Modica ha smesso di essere una città che crede nei percorsi condivisi, accontentandosi degli eventi organizzati e subiti.

Così purtroppo sarà anche questa festa in arrivo: forse Abbate riuscirà - dopo non trenta ma dopo i suoi cinque anni - a riportare le famiglie in piazza, ma di certo non a vincere la ben più ambiziosa sfida di un Carnevale che appartenga veramente alla città e ai suoi bambini. 

Antonello Buscema, Anna Maria Sammito, Antonio Sichera

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