Alimentazione Colesterolo

Grassi saturi

I grassi saturi possono essere di origine naturale o derivanti dall’ idrogenazione di acidi grassi insaturi. Il rischio di malattie coronariche e arteriosclerotiche.

I grassi saturi sono una categoria degli acidi grassi composti strutturalmente da legami molecolari unici. Si differenziano dai grassi insaturi in quanto quest’ultimi presentano molteplici legami. Possono essere di origine naturale o derivanti dall’ idrogenazione di acidi grassi insaturi.

Tale processo prende il nome di indurimento e viene principalmente utilizzato per produrre grassi concreti a partire da oli. Un esempio è la margarina, il grasso idrogenato per eccellenza.
I “vantaggi” dell’idrogenazione sono:
La solidità – Si può ottenere un grasso solido a partire da oli (sono grassi molto utilizzati per i dolciumi)
La lunga scadenza – I grassi idrogenati si degradano meno facilmente rispetto ai grassi naturali
I costi – I grassi idrogenati costano meno e quindi è possibile ottenere prodotti molto competitivi
Tutto questo ha però delle gravi conseguenze a livello salutare:
Durante la reazione di idrogenazione vengono a formarsi i cosiddetti acidi grassi trans, una particolare forma di grassi che va ad aumentare i livelli di colesterolo cattivo LDL, e a diminuire quelli del colesterolo buono HDL.
L’ LDL infatti danneggia il sistema cardiocircolatorio mentre l’HDL lo protegge.
In aggiunta, altri effetti conseguenziali all’assunzione di queste sostanze possono essere l’ insorgere di malattie coronariche e arteriosclerotiche.
Recenti studi inoltre confermano relazioni tra l’assunzione di grassi trans l’ictus cerebrale e l’infarto.
I grassi saturi sono presenti in natura principalmente sotto forma di trigliceridi di origine animale e vegetale; sono della prima specie: Burro, grassi animali (lardo, pancetta etc.), salumi, formaggi grassi, uova, latte intero, maionese ed altre salse a base di uova ed olio.

Della seconda invece : Olio di palma o di cocco, margarina, oli vegetali (di semi, d'oliva) cioccolato (anche fondente), noce moscata, cocco, burro di arachidi ecc..
Vi sono invece gli altri oli vegetali (girasole, mais, arachidi, ecc.) sono di norma costituiti principalmente da acidi grassi insaturi.

ALIMENTI DA EVITARE
La lista dei seguenti alimenti presentano una percentuale di grassi saturi dall’80 al 30%* :

Olio di cocco, olio di palma, burro, burro di cacao, lardo di maiale, lardo, strutto, noce di cocco, grasso di pollo, grasso di tacchino, spalla grassa, grasso di anatra, olio di sardina, creme di nocciole e cioccolato, cioccolata.

ALIMENTI DA LIMITARE
Alimenti con percentuale sotto di grassi saturi inferiore al 30%*:

Noce moscata, olio di fegato di merluzzo, grasso del maiale, olio di aringa, latte di cocco, caprino, olio di salmone, panna di cucina, fontina, gorgonzola, emmental, pecorino, brie, provolone, grana, sottilette, margarina, pancetta, mozzarella.

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COLAZIONE
Sono da evitare soprattutto i cornetti e brioche in quanto contengono olio di cocco o di palma e strutto, il burro e tutti gli alimenti che accennavamo sopra.
Da evitare assolutamente la classica colazione dei paesi nord-europei : “Egg and bacon”, le uova fritte in padella con brioche salate, cucinate spesso insieme ai wurstel sono una vera bomba di grassi saturi.
Sono da preferire invece colazioni a base di latte o tè, fette biscottate (meglio se integrali) con marmellata o miele, yogurt con frutta fresca, corn flakes e spremute.
OLIO D’OLIVA E OLIO DI CONZA
Diversi studi hanno dimostrato che l'olio d'oliva riduce i fattori LDL (colesterolo cattivo) e aumenta i livelli dell’ HDL (colesterolo buono) tutto ciò è possibile grazie alla composizione di acido oleico (insaturo).
Tuttavia è bene non esagerare con l’uso di questo olio in quanto anche esso presenta una percentuale di acidi grassi saturi non troppo modesta.

Ci sentiamo di raccomandare invece l’olio di conza, un olio vegetale prodotto dai semi della colza, una pianta nota come rassica rapa. Esso rappresenta un prodotto valido adatto per friggere, con pochissimi acidi grassi saturi (7%) ed è anche poco costoso. Ha il vantaggio di essere coltivato in Europa e di non creare problemi ambientali distruggendo le foreste come succede per il palma, il cocco e altri oli tropicali.
L'FDA, l'Authority per la sicurezza alimentare degli Stati Uniti, ha inserito l'olio di colza in una dichiarazione che riguarda la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. L'olio di colza conterrebbe acidi grassi utili per il mantenimento della salute cardiovascolare. L'FDA sottolinea da studi scientifici che un consumo quotidiano limitato a 19 grammi di olio di colza potrebbe ridurre il rischio di malattie coronariche.

Infine diamo qualche consiglio su come bruciare gli acidi grassi:
E’ fondamentale ridurre il consumo dei carboidrati, il nostro organismo infatti in assenza di zuccheri attinge energia dagli acidi grassi favorendone lo smaltimento.
Il consiglio perciò è limitare l’assunzione di pasta e pane.
Ovviamente non possiamo non raccomandare uno stile di vita sano e regolare, evitando gli eccessi alimentari e lo stress, fattore importante per l’accumulo di grassi, e consigliando attività fisica moderata e frequente.