Attualità Roma

Ragusa-Catania, i sindaci domani dal ministro Delrio

Il voto rappresenta un rischio troppo grande

Ragusa - Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, aveva rassicurato tutti i sindaci dei territori interessati all’opera. Lo stesso aveva fatto 24 ore prima il ministro Lotti, parlando con il sindaco di Catania, Enzo Bianco: nessuno stop e nessun ritardo per la delibera del Cipe che deve dare il via libera al progetto della nuova superstrada Ragusa-Catania. Al primo Cipe utile, aveva detto Lotti, si procederà. E a Catania, appunto, il premier Gentiloni aveva anche indicato due date possibili: il Cipe del 20 febbraio o quello del 15 marzo.

Proprio riflettendo sulle due date, però, i sindaci dei comuni di Francofonte, Lentini, Carlentini, Vizzini, Licodia Eubea, Chiaramonte Gulfi, hanno ritenuto di dovere, «con tutto il rispetto per la promessa del massimo rappresentante del governo nazionale», continuare il pressing.

Perché c’è una profonda differenza tra il 20 febbraio e il 15 marzo. In mezzo, infatti, ci saranno elezioni, con possibile sconvolgimento degli assetti odierni. E, comunque, da un governo all’altro, è il pensiero dei sindaci, troppe cose possono cambiare.

Così, proprio alla luce dell’incontro avuto con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Catania giorno 15, i sindaci e il Comitati si sono riuniti e hanno espresso tutte le loro perplessità: «Pur apprezzando - dicono in un comunicato elaborato al termine della loro riunione - l’attenzione data dal presidente, rimangono particolarmente preoccupati circa la realizzazione dell’opera. Preoccupazioni che derivano dall’imminente convocazione del Cipe, quello del 20 febbraio e dall’avvicinarsi della data del 31 marzo 2018, data ultima per l’utilizzo dei fondi europei già destinati al cofinanziamento».

Quindi la conferenza dei sindaci ed il Comitato per il raddoppio Ragusa-Catania hanno deciso, all’unanimità, di recarsi a Roma domani per incontrare il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, prima della data prevista per la seduta del Cipe. Che, in teoria, dovrebbe essere, appunto, quella del giorno dopo.

«A tale incontro al ministro si chiede - dice un comunicato dei sindaci e del Comitato - di convocare tutte le parti interessate, al fine di dirimere ogni ragionevole dubbio relativamente alle procedure propedeutiche alla realizzazione dell’opera».