Cronaca Vittoria

Picchia il suo dipendente rumeno, arrestato consigliere Rosario Dezio

Picchiati anche altri rumeni dipendenti dell'azienda

Vittoria - Voleva soltanto riscaldarsi e per questo aveva sottratto la bombola dal magazzino. Il proprietario dell'azienda, allora, lo ha selvaggiamente picchiato legandolo ad una trave. E' successo a Vittoria: la polizia ha arrestato Rosario Dezio, vittoriese, 41 anni, accusato anche dei reati di sequestro di persona e porto d’armi. L'uomo è noto in città per essere consigliere comunale, subentrato dopo le dimissioni di Fabio Nicosia, eletto nella lista "Nuove Idee" (collegata al PD).
La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto la convalida del fermo e ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari, anche se non ha ravvisato il pericolo di fuga.
Il 15 febbraio un cittadino rumeno ha denunciato Dezio accusandolo di averlo malmenato. In sede di denuncia riferiva che altri due suoi connazionali si erano rifugiati presso un casolare abbandonato, da lui utilizzato come dimora. Riferiva che i due connazionali poco prima della denuncia erano stati nuovamente picchiati e portati via con la forza dopo essere stati nuovamente feriti gravemente dal loro titolare.

Dentro una delle “abitazioni” fatiscenti ricavate presso l’azienda veniva trovato nascosto sotto le coperte e dolorante in ogni parte del corpo, un giovane rumeno che non proferiva parola in quanto era evidentemente terrorizzato.
Immediatamente sono stati chiamati i sanitari per le prime cure.
Lo stesso Dezio, in modo spavaldo, ammetteva di averli picchiati perché li aveva sorpresi a rubare una bombola di gas, senza però aggiungere con quali modalità lo aveva fatto.

Due operai della ditta, facendo molto freddo, avevano rubato di notte una bombola di gas per riscaldarsi.
Mentre stavano effettuando il furto in uno dei magazzini presenti in azienda, per altro a pochi passi dalle loro “abitazioni”, Dezio  li coglieva in flagranza. Uno di questi si nascondeva senza essere visto mentre l’altro veniva brutalmente picchiato con il calcio di un fucile, pugni e colpi di bastone.
Al fine di impartire la “giusta” lezione, Dezio imbracciava il fucile (regolarmente detenuto) esplodendo alcuni colpi d’arma da fuoco allo scopo di terrorizzarlo, il tutto mentre l’amico rumeno osservava dal suo nascondiglio.
La vittima, mentre Dezio ricaricava il fucile, si dava alla fuga insieme al compagno di lavoro lungo le serre. Dopo aver vagato per diverse ore, i due rumeni trovavano rifugio da un loro connazionale in un casolare abbandonato. La mattina seguente una delle vittime chiedeva ad un amico di portargli da mangiare perché stava morendo di fame.

Il connazionale veniva probabilmente seguito mentre portava il cibo da Dezio e da un suo collaboratore (anch’esso denunciato). Appena all’interno del casolare, Dezio ha picchiato con un bastone tutti e tre i rumeni ferendoli in più parti del corpo. Il suo accanimento era rivolto ad uno di loro in particolar modo, difatti gli altri due hanno riportato lesioni guaribili in pochi giorni.
Al fine di continuare il pestaggio e quindi la “lezione”, Dezio portava nuovamente in azienda i due operai contro la loro volontà. Quello che era riuscito a nascondersi veniva malmenato e allontanato, mentre quello che era stato colto in flagranza veniva chiuso all’interno di un garage, legato mani e piedi e appeso ad una trave. Una volta reso inerme, Dezio lo picchiava selvaggiamente con un bastone di legno, procurandogli lesioni guaribili in almeno 45 giorni. Ha riportato, infatti, diverse fratture.

Il Rumeno veniva letteralmente privato della libertà per almeno due ore, tanto che Dezio dovrà rispondere di sequestro di persona oltre che delle lesioni gravi. La vittima riacquistava la libertà solo perché un congiunto di Dezio lo liberava, pur avendo anch’egli preso parte al pestaggio in concorso morale.
Per aver contribuito a vario titolo in concorso con Dezio, sono stati denunciati anche due congiunti del fermato ed un altro dipendente della ditta.

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