Attualità Tv e scienza

La ricerca innovativa di Meredith Grey? E' di una dottoressa palermitana

I casi sono ispirati a fatti veri

La ricerca sul trapiantando cellule epatiche nel linfonodo della dottoressa Meredith Grey non è fantascienza: è una realtà, presa in prestito da una ricercatrice palermitana della Fondazione Ri.MED. La Sicilia torna di nuovo protagonista nel medica drama più amato di sempre dopo E.R.: era toccato prima all'attrice catanese Stefania Stampinato entrare nel cast della serie, interpretando il ruolo della dottoressa Karina De Luca. Stavolta, tocca alla scienza fare la parte del leone nella serie tv americana.

Il lavoro di ricerca di Maria Giovanna Francipane, ricercatrice palermitana della Fondazione Ri.MED, è stato preso in prestito da Meredith Grey nell'episodio in cui al Grey Sloan Hospital si svolge la “Surgical Innovation Contest”, una competizione di tecniche chirurgiche innovative. Tra loro una si aggiudicherà un premio di cinque milioni di dollari. Tra queste compare la ricerca della Francipane: l’idea alla base della ricerca svolta da Francipane. Durante un intervento, Meredith è colpita da un’idea innovativa: “piccoli frammenti di organo possono svolgere la stessa funzione di un organo intero". Trapiantando cellule epatiche nel linfonodo (come la milza) possiamo rigenerare mini-fegati in grado di ripristinare la funzionalità epatica in pazienti i cui fegati non funzionano più”.

La ricerca è risultato di anni di lavoro iniziati a Palermo dalla Francipane, che ora lavora come ricercatrice negli USA grazie ad una borsa di studio bandita dalla fondazione Ri.Med.
La chiamata dagli autori di Grey’s Anatomy è stata accolta con entusiasmo dalla giovane ricercatrice che è anche una fan della serie: guardando i vari episodi si ha la sensazione che gli autori prendano spunto da casi clinici e ricerche sperimentali reali.

L’episodio andato in onda è una sorta di traguardo mediatico che permette una maggiore coscienza della condivisione dei risultati, che si producono in un laboratorio, con il mondo esterno.
La sua città, Palermo, si è fatta subito sentire, tra messaggi di affetto e complimenti, che permettono alla ricercatrice di sentirsi a casa. Grazie al potente strumento televisivo, questa ricerca può essere conosciuta in tutto il mondo.

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