Economia Intervista esclusiva

Orazio Iacono. Da Modica al vertice di Trenitalia

L’amministratore delegato di Trenitalia concede un'intervista a Gabriele Giannone

Roma - Ci riceve nella prestigiosa sede istituzionale di Villa Patrizi a Roma. L’uomo che non ti aspetti. Ci viene incontro con sorriso mediterraneo, empatia e tanta ospitalità. Orazio Iacono, è l’amministratore delegato di Trenitalia (Gruppo FS Italiane), ma non ha alcuna dinastia di famiglia alle spalle. Guida un'azienda che trasporta oltre 600 milioni di passeggeri all’anno sulle linee convenzionali e alta velocità e controlla due società - una in Francia, Thellò che sta sviluppando e facendo crescere il trasporto fra l’Italia e il Paese oltralpe; l’altra in Gran Bretagna, Trenitalia UK che opera nella zona Sud-Est del Regno Unito. Trenitalia ha quasi 30mila dipendenti, una flotta treni solo in Italia di 1.450 unità (250 per i collegamenti alta velocità e InterCity; 1.200 per il trasporto regionale), che svolgono un servizio con 7.000 corse al giorno su cui viaggiano quasi 2 milioni di persone per lavoro, studio e turismo. Segni particolari? Modicano.

L’uomo dei treni è un ingegnere di 50 anni (appena compiuti), sposato, padre di due figli di 11 e 4 anni. Dopo aver lavorato in Rete Ferroviaria Italiana con vari incarichi fino a esserne il direttore Commerciale, ha ricoperto il ruolo di direttore nazionale del trasporto regionale di Trenitalia dal 2014. Da cinque mesi è al vertice del board di Trenitalia. Una escalation professionale che in 24 anni di lavoro all’interno del Gruppo (Novara, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Venezia) ha portato Orazio Iacono a capo della mobility del gruppo.

Orazio non ama i riflettori, non frequenta salotti, non lo troverete in nessun parterre de roi. La sua vita si snoda su due binari. Lavoro e famiglia. Nessun eccesso. Si concede a Ragusanews, di cui è lettore. Una intervista che sa tanto di occasione d’ispirazione per rivivere la gioventù, rievocare ricordi dell’adolescenza.

Orazio, lei è conosciuto come l’uomo della cura dettaglio. Viaggia in treno, osserva, si informa. Perché?

E’ vero. Quando devo muovermi da Roma per raggiungere altre città d’Italia prendo il treno da cliente. Osservo la pulizia, o tanto per citare un episodio realmente accaduto, mentre sono sul vagone bistrò del Frecciarossa verifico ogni minimo dettaglio dei servizi offerti ai clienti. Chi sceglie Trenitalia deve avere una garanzia assoluta di qualità.

Vede, il treno è un luogo di lavoro, oltre che di svago. Per questo puntiamo all’eccellenza, alla garanzia dei servizi che offriamo. Al momento stiamo lavorando sull’offerta gastronomica dei treni, puntando sull’alimentazione sana, facendo ricorso a materie prime di qualità, e alla semplicità nella scelta dei piatti.

Puntiamo all'eccellenza per aumentare i passeggeri, i ricavi e quindi gli investimenti.

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Per ritornare alle origini, dalle nostre parti quando si conosce qualcuno di importante segue subito la curiosa domanda: “A cui appatténe?” (di chi è figlio? ndr).

Sono figlio di modicani e sono orgoglioso dei miei genitori che hanno fatto tanti sacrifici. Mio padre, negli anni ’50, produceva la calce. Negli anni ’60 entrò a far parte delle Ferrovie dello Stato come operaio, prima, e capo tecnico, poi, della linea ferroviaria.

Dove studiò?

Ho ricordi bellissimi di quegli anni. Frequentavo la scuola elementare e media “Santa Marta”.

Ricorda qualche insegnante in particolare?

Quei professori me li ricordo, eccome. Bottaro, Cavallo. Poi ho intrapreso gli studi per Geometra all’Istituto “Alberti”, prima di trasferirmi all’Università di Catania per conseguire la laurea in Ingegneria.

Lei è un uomo di sport...

Si, ho giocato a pallavolo dal 1982 al 1984 nella storica Volley Modica con Elio Scifo e Enzo Buscema. Un gruppo fantastico. Poi ho continuato anche a Novara, fin quando ho potuto…

Ritorna spesso a Modica?

Modica è una città splendida. Ho ancora amici legati alla mia gioventù, la mia infanzia, la campagna. Con mio padre costruivo i muretti a secco e lui mi spiegava che le pietre non bisogna forzarle per farle restare in piedi. Un po’ la logica della vita, fare, senza forzare. Ci torno per trovare i miei cari, mia mamma e la famiglia di mia sorella e per fare rifornimento di cioccolato che dispenso agli amici e ai componenti del board aziendale.

Anche sua mamma è legata a “doppio binario” alla notorietà... il figlio AD di Trenitalia, il cugino illustre cantautore. Modica è ben rappresentata dalla famiglia...

Si, è vero, la mamma fa Caccamo di cognome. Giovanni è un figlio di questa Città, che ci fa emozionare quando canta.

Avevamo promesso che sarebbe stata una intervista legata all’uomo. Ma un cenno alla strategy aziendale in Sicilia lo dobbiamo fare. Per i pendolari regionali in Sicilia, c’è una prospettiva di trasporto ferroviario?

Appena 40 giorni fa abbiamo revisionato con il Presidente della Regione, Nello Musumeci, il contratto sui servizi e gli investimenti. La Sicilia avrà nuovi treni. Sono previsti 200 milioni di investimenti per i regionali. Più confortevoli, con sedili più comodi, più scattanti in accelerazione e molto green.

Tutti treni nuovi?

Un treno costa circa 6 milioni di euro. Faccia un po’ lei i conti. Anzi, le regalo il modellino. Me l’hanno consegnato oggi.

Arrivederci in Sicilia, allora...

Arrivederci a Modica.