Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte: piano opere triennio 2018-2020. Manca l'ex hotel La Pineta

Un'assenza che pesa

Chiaramonte Gulfi – E’ stato approvato il progetto di programma triennale delle opere pubbliche 2018-2020 a Chiaramonte Gulfi, progetto visibile in albo pretorio nella delibera di giunta n. 35 del 28 febbraio. Nel progetto del piano delle opere pubbliche, grande assente è l’ex hotel la pineta. Scusateci, ma è un’assenza talmente macroscopica da saltare anche agli occhi del lettore più disattento. Ci sono molte cose in questo progetto: alcune potremmo definirle di “ordinaria amministrazione”, come ad esempio la ristrutturazione di assi viari, sistemazione di fognature, costruzione di colombari al cimitero.

Altri sono progetti più interessanti: vi è, ad esempio, la realizzazione di un progetto di un centro comunale di raccolta, i progetti di adeguamento dell’impianto di depurazione di Piano Dell’Acqua, Roccazzo, Morana, il progetto di mitigazione del rischio idrogeologico dell’area di San Giorgio, il progetto per la realizzazione del polo scolastico nel Villaggio Gulfi, la riqualificazione della corte di Palazzo Montesano, il progetto per la realizzazione di un canile/rifugio sanitario comunale, il progetto del recupero dell’area del Calvario, un progetto per la realizzazione delle vie di fuga dal quartiere Ferriero, il progetto per la realizzazione di parcheggi nell’area sottostante la villa comunale, il progetto per adeguare alcuni impianti sportivi comunali, come il palazzetto dello sport di Villaggio Gulfi, il campo di calcetto di Roccazzo e il campo di contrada Gulfi. C’è anche un progetto per la realizzazione della cittadella del carnevale e molto altro ancora. Bello. Poi, siccome siamo curiosi, andiamo a vedere il progetto del programma triennale delle opere pubbliche del 2017-2019 approvato all’epoca dalla giunta Fornaro il 7 febbraio 2017 e scopriamo che è lo stesso piano. Praticamente identico. Quello nuovo, ha in più solo la realizzazione di un centro comunale di raccolta.

La domanda sorge spontanea: che fine hanno fatto le altisonanti promesse elettorali? Manca, in questo piano, il progetto di riqualificazione del mercato ortofrutticolo di Roccazzo, il progetto di un campo sportivo polivalente a Sperlinga, la creazione di percorsi di dawnhill, piste da skate e bike points e molto altro ancora su cui non vogliamo nemmeno soffermarci più di tanto: tutte cose promesse insieme alla celeberrima riqualificazione dell’ex Hotel la Pineta che, nelle intenzioni originarie, doveva diventare una SPA con annessa discoteca e hotel di lusso. Magari si ha in animo di seguire un iter diverso per quest'opera che tanto banco ha tenuto in campagna elettorale. Se così fosse, ci piacerebbe conoscerlo.

Forse, quando si è in campagna elettorale, non si dovrebbero promettere cose che poi non possono essere realizzate. Un po’ come è accaduto a Renzi e Berlusconi: hanno fatto una campagna elettorale a chi l’ha sparata più grossa e poi i risultati si sono visti. Ma il vero problema non è il politico che promette mari e monti e nemmeno che la gente possa crederci perché ormai, la gente, non crede a nulla. Il problema, è che l’elettore pensa che un politico, qualunque politico, sia autorizzato a spararle grosse per ottenere consensi. La questione, più che morale, è sociologica.
 

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