Attualità Ragusa

Almodovar al Teatro Donnafugata

Effetti collaterali di un matrimonio da salvare

  • https://www.ragusanews.com/resizer/resize.php?url=https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/12-03-2018/1520846730-1-almodovar-teatro-donnafugata.jpg&size=749x500c0
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/12-03-2018/almodovar-teatro-donnafugata-100.jpg
  • https://www.ragusanews.com//immagini_articoli/12-03-2018/1520846730-1-almodovar-teatro-donnafugata.jpg

Ragusa - La generazione del 68 è delusa dalle magnifiche sorti e progressive, è stata capace di conquistarsi la libertà sessuale, ma incapace di educare i figli. Un passo indietro è stato compiuto della generazione successiva, paurosa, titubante, incapace di rapporti, pronta solo a specchiarsi nel vetro dell'Iphone, nei messaggini whatsapp. I figli dei figli dei fiori non fanno l'amore. E hanno pudore nel dirlo a mamma e papà. 

E' andata in scena nel weekend, al teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, "Effetti collaterali di un matrimonio da salvare", con la convincente regia dell'aretuseo Manuel Giliberti. E' ai margini che troviamo la letteratura della vita e nella passione si rintraccia l’origine. L'amore fa male? sembra chiedersi il regista, schiaffeggiando il buonsenso borghese. Un gusto almodovariano pervade la piece andata in scena al Donnafugata, tratta da “Salviamo le balene” di Ivan Campillo. Mita Medici, Annalisa Insardà, Carlo Ferreri e Vladimir Randazzo nel cast, con l’amichevole partecipazione di Evelin Famà in video. 

La storia ruota attorno alla piatta vita coniugale di Claudia, interpretata da Annalisa Insardà, figlia di Mita Medici, nel ruolo di Jane. Claudia da nove anni è sposata con Gregorio, l’attore ragusano Carlo Ferreri, un docente universitario condannato, quasi per contrappasso, a insegnare diritto canonico e le cause di nullità del matrimonio, fra cui l'impotentia. Ad accendere il motore della scena l'arrivo di Vladimir Randazzo, un operaio che ripara infissi, e che scuote il desiderio erotico delle donne di famiglia. Irresistibili i duetti ballati fra Carlo Ferreri e Annalisa Insardà, mentre Mita Medici, nel ruolo della sessantenne nostalgica dei tempi andati, strappa applausi quando recupera la vis sessuale per l'aitante giovanotto che ripara le serrande, bello ed efebico, ma soprattutto ignorante. 

L’ultimo appuntamento al Teatro Donnafugata è fissato il 7 e l’8 aprile con Mario Incudine in “Mimì, volere volare”. Un omaggio a Domenico Modugno e alle sue canzoni in dialetto, repertorio inesplorato, prima della sua notorietà.