Attualità Palermo

Sgarbi: mi dimetto solo se divento ministro

Ipotesi francamente improbabile

Palermo - Se qualcuno aveva pensato di liberarsi di Vittorio Sgarbi facilmente, ha completamente sbagliato i calcoli. L'eccentrico assessore ai beni culturali, infatti ha dichiarato: "Nelle attuali condizioni non sono all’ordine del giorno le mie dimissioni, tema di grande interesse per le cronache, sollecitato dalla dichiarazione dell’assessore Toto Cordaro (rappresentante della giunta all’Ars) il quale ha indicato una scadenza al 27 marzo che non corrisponde né alla costituzione del nuovo governo né alla convalida della mia nomina a parlamentare".

Poi, aggiunge: "Per rispetto delle funzioni e dell’incarico ricordo di aver dichiarato che mi sarei dimesso da assessore soltanto se nominato ministro», ipotesi che Sgarbi ritiene "largamente improbabile". "Prendo atto che, diversamente dagli accordi definiti prima delle elezioni regionali, il presidente e la giunta ritengono che io debba rinunciare all’assessorato in quanto nominato deputato, e che quindi, al di là dei risultati, risulto sgradito.

Per questo sono costretto ad accettare una decisione che non è la mia, e che in ogni caso risponde a una procedura diversa da quella indicata dell’assessore Cordaro; procedura che ben conosce il deputato Raffaele Stancanelli, già senatore e sindaco di Catania, oltre che vicino a Musumeci".
La partita è appena iniziata e siamo certi che i prossimi giorni ci riserveranno molte sorprese.

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