Attualità Augusta

La casa dei dirigibili di Augusta. Un docu-film di Lorenzo Daniele. TRAILER

Un monumento del passato abbandonato da tutto e da tutti

Augusta - Ad Augusta vi era l'Hangar per dirigibili più grande d'Europa. E il regista Lorenzo Daniele ha prodotto un documentario che ha vinto il premio "Università di Firenze" e il premio "Web Award" al Firenze Archeofilm, il festival internazionale di archeologia, arte e ambiente, organizzato da Archeologia Viva. Il docu-film si intitola "La casa dei dirigibili. L'Hangar di Augusta tra passato e presente".

Come si legge tra le motivazioni "il regista del film Lorenzo Daniele ha centrato l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico verso l’opportunità di valorizzare il patrimonio storico-culturale locale e denunciare al contempo lo stato di totale abbandono di questa testimonianza di archeologia industriale che un unicum nel panorama mondiale". La pellicola è prodotta da "Alzati Augusta" con il sostegno della Sicilia Film Commission e di "Hangar Team Onlus", distribuito da Fine Art Produzioni srl.

Nelle note di regia, Lorenzo Daniele spiega: 
"Per la prima volta da quando mi occupo della produzione di documentari, dirigo un film che tratta del mio territorio, Augusta. E in particolare di un monumento che rappresenta per me, e credo per tutti gli augustani, una sorta di chimera, un sito entrato nell’immaginario collettivo di una città, un luogo che rianima l’orgoglio dell’appartenenza.
Tutti noi Augustani, nel corso della vita, siamo entrati nell’Hangar più o meno abusivamente. Lo facevamo da ragazzini nei tiepidi pomeriggi primaverili quando la scuola volgeva al termine, scavalcando i cancelli su cui era scritto “Zona militare. Sorveglianza armata” per provare l’ebbrezza di attraversare quella zona proibita, camminando all’ombra del Gigante. Lo abbiamo fatto da adulti, quando l’Hangar era ormai un edificio abbandonato, ma ancora nelle mani del demanio. Continuiamo a farlo oggi che tutta l’area è stata dichiarata inagibile.

Una sorta di legame inspiegabile ci avvicina a questo luogo, unico polmone verde e sfogo naturale per la città, di fatto mai restituito alla collettività, nonostante anche l’Unesco abbia palesato, attraverso il suo ambasciatore Ray Bondin, la volontà di inserirlo nella lista del Word Heritage.
Abbiamo raccontato la storia dell’Hangar utilizzando lo stesso metodo scientifico adottato per i documentari archeologici prodotti nell’ultimo decennio, con interviste a specialisti, storici e conoscitori dell’edificio, inserendo tuttavia anche la tecnica narrativa del racconto morbido ed emozionale. Abbiamo reperito e adoperato materiale fotografico storico pertinente al monumento e materiale video della prima e seconda guerra mondiale proveniente dagli archivi americani e britannici, utili ad accompagnare la narrazione.

Laddove si è commesso qualche apparente “errore storico” nella sincronizzazione di immagini e testo, si è trattato di consapevoli licenze narrative, tipiche della grammatica cinematografica, atte a rendere fluido il racconto.
Raccontare, attraverso un film, i cento anni di vita dell’Hangar per dirigibili di Augusta è stata per me una sorta di palingenesi e allo stesso tempo un’occasione per consegnare alla comunità un contributo utile per il futuro di uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del nostro territorio".

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