Attualità Ragusa

Caritas Ragusa: territorio sempre più vecchio e con poco lavoro

Lo studio è stato presentato ieri

Un territorio che invecchia, dove si nasce sempre meno, che sconta livelli di disoccupazione,  soprat-tutto giovanile, molto alti, e con sofferenze nelle relazioni familiari. Un territorio relativamente ricco ma con la ricchezza mal distribuita e che ogni giorno dilapida ricchezze. È quanto emerge dallo stu-dio sulle povertà nella diocesi di Ragusa, curato dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse. C’è anche una speranza che si costruisce, spesso in silenzio, giorno dopo giorno, con gli strumenti dell’ascolto, della solidarietà e dell’accoglienza.

Lo studio è stato presentato ieri, alla presenza del vescovo, monsignor Carmelo Cuttitta. Dati e nu-meri che aiutano a capire ma possono rendere solo in parte le storie che ci sono dietro, i volti della sofferenza, le speranze di un incontro e che non potranno mai restituire il calore di un abbraccio o la sensazione di chi trova finalmente ascolto, accoglienza o anche soltanto una forte stretta di mano. A illustrare e presentare i dati sono stati il direttore della Caritas diocesana, Domenico Leggio, Vincen-zo La Monica e Jenny Campagnolo.

Il vescovo. «Abbiamo presentato – ha commentato monsignor Cuttitta – una presenza e un’azione che magari quotidianamente non si nota ma che dimostra quanto efficace sia l’azione della Caritas diocesana». Il vescovo ha anche plaudito all’impegno dei giovani del Servizio civile («Un’attività molto proficua») e auspicato che «altre famiglie che fuggono dal terrore, dalla guerra e dal disastro umanitario» possano essere accolte sfruttando i corridoi umanitari.

L’analisi. Nel territorio della Diocesi di Ragusa le nascite (1731) continuano a essere inferiori ai de-cessi (1868) ed è in aumento la fascia di chi ha più di 65 anni. Preoccupa la disoccupazione (al 19.4 per cento) che per i giovani sale al 57 per cento (e tocca più gli uomini delle donne). Inquietante una proiezione che indica come a Ragusa nel 2030 un “giovane” possa trovare una situazione di lavoro “stabile” non prima dei 50 anni. Anche la distribuzione della ricchezza rende più critica la situazione con le 2400 persone più ricche che accentrano il 40 per cento della ricchezza e con 259 contribuenti che dichiarano oltre ventimila euro al mese e ben 63mila che non riescono ad andare oltre il muro degli 800 euro. In questa situazione, riusciamo anche a dilapidare ingenti somme (874 euro l’anno a persona nelle sole slot machine, senza considerare i “gratta e vinci”, le scommesse, il lotto e gli altri giochi a premi).

Le luci. Accanto alle ombre e alle criticità ci sono anche segnali di speranza. L’arrivo a Ragusa di una famiglia (padre, madre e cinque figli) dall’Etiopia è uno di questi, voluto fortemente dal vesco-vo Cuttitta, che ha fatto in modo che la Diocesi di Ragusa fosse la prima in Italia ad attivare i corridoi umanitari. Grazie alle strutture della Caritas hanno trovato accoglienza madri e figli vittime di violenza (casa di accoglienza “Io sono con te”), senza dimora (ben 80 che si sono andati ad ag-giungere alle 95 del progetto “Housing first”). Quasi mille gli interventi effettuati nel progetto “Pre-sidio” a Marina di Acate. Seguite 800 famiglie nei vari Centri Ascolto e tra i vari indici è emerso come una dei fattori di povertà emergenti è costituito dalle separazioni e dai divorzi. Il “Ristoro San Francesco” ha erogato in un anno oltre 11mila pasti caldi.
 

La speranza. Tra gli elementi di speranza l’inserimento lavorativo attraverso i progetti “Costruiamo saperi” e “Seminamondo” nella struttura di contrada Magnì dove sono nate due cooperative che op-erano nei settori dell’agricoltura e dell’artigianato con 21 borse lavoro attivate e sei persone ammesse ai lavori di pubblica utilità. Sette “prestiti della speranza” su otto sono stati inoltre rimborsati inte-gralmente, confermando la bontà e l’oculatezza delle scelte compiute.

Interventi mirati. Servizi che la Caritas è stata in grado di garantire nonostante la contrazione del sostegno garantito dalla Regione qualificando meglio la spesa e puntando soprattutto su istruzione, sanità e borse lavoro.
 

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