Attualità Chiaramonte Gulfi

Piccolo Principe: Chiaramonte non ci lasci soli

Ebbene ricordarlo che prima del Piccolo Principe non c'era nulla a Chiaramonte.

Chiaramonte Gulfi - A volte succedono delle cose che difficilmente uno si aspetta. Sono i classici fulmini a ciel sereno, quelli che piovono addosso ad una comunità senza una reale motivazione oggettiva e senza nemmeno il tempo di riuscire a mettersi al riparo. Una tempesta, ieri, si è abbattuta su Chiaramonte e i protagonisti di questa vicenda, loro malgrado, non hanno avuto neanche il tempo di trovare un posto sicuro per evitare di prendere la pioggia. Ma la tempesta non si è abbattuta soltanto su un’associazione che si occupa di riabilitazione di bambini disabili: la tempesta, anche se molti continueranno a vivere le loro vite e a far finta che nulla sia successo, con sovrana indifferenza, si è abbattuta anche nei nostri cuori. Perché in nessun universo parallelo può mai accadere che un’associazione ONLUS che si occupa di bambini disabili venga sbattuta fuori dai locali comunali dall’oggi al domani, senza nemmeno avere la possibilità di dire: “ma che è successo?”.

Il Piccolo Principe è nato a Chiaramonte 7 anni fa: la promotrice di questa iniziativa è stata Linda Guccione, una mamma chiaramontana che ha un bambino disabile. I locali di Santa Teresa sono stati concessi dal Comune (all’epoca vi era l’amministrazione Nicastro), in comodato d’uso gratuito. L’intera città si è sempre stretta intorno alla nostra associazione, tant’è vero che tutto l’immobile è stato ristrutturato e ripulito sia a spese dell’associazione, sia grazie all’aiuto dei privati che ci hanno donato gli arredi e il loro lavoro, oltre ad una parte dei materiali”, ricorda Linda, ancora incredula per quello che sta accadendo. “Questo è sempre stato il centro della gente, perché è sempre stato sostenuto dalla gente”, ci spiega la presidente dell’associazione Piccolo Principe, Melania Firrito, con un filo di voce.

Come dicevamo, il Piccolo Principe è nato 7 anni fa: nel tempo, le amministrazioni hanno rinnovato il comodato d’uso gratuito a questa associazione che accoglie, al momento, 12 bambini disabili che hanno un’età compresa fra i 2 e i 13 anni. Il centro offre una riabilitazione individualizzata: ciò significa che ogni bambino ha un educatore professionale che svolge insieme a lui un piano educativo personalizzato. Il piano personalizzato viene stilato da docenti che arrivano da tutta Italia a cadenza semestrale e tiene conto dell’età e delle difficoltà di ognuno di loro, incontrando le famiglie e formando il personale dell’associazione. Il centro Piccolo Principe di Chiaramonte non è un’associazione dove si svolgono attività ludico-ricreative: è un posto dove curare i bambini e aiutare le loro famiglie ad affrontare le difficoltà quotidiane.

E proprio perché il Piccolo Principe di Chiaramonte si è sempre contraddistinto, diventando un centro di eccellenza, molti bambini arrivano anche da fuori Chiaramonte: ci sono bambini di Palazzolo Acreide, di Mazzarrone, di Comiso, Vittoria e Acate, oltre a quelli di Chiaramonte.  Nelle loro città, infatti, non c’è un servizio simile e per questo si sono rivolti al Piccolo Principe di Chiaramonte e ciò dovrebbe essere motivo d’orgoglio per l’intera comunità. Il Piccolo Principe è stata anche la prima associazione ad affrontare il delicato problema disabilità ad essere nata a Chiaramonte: prima di loro, infatti, non c’era assolutamente niente. Il loro è stato anche un lavoro culturale perché sono riusciti a sdoganare un concetto ancora molto diffuso in alcune famiglie: la vergogna per la disabilità.

A questo proposito, la presidente Melania Firrito ricorda: “Abbiamo lavorato con le scuole materne, con quelle primarie e con l’istituto alberghiero. Abbiamo fatto progetti con la parrocchia, coi frati, con le catechiste. Abbiamo anche partecipato a progetti culturali con il circolo di conversazione di Chiaramonte e con il centro anziani. Abbiamo sempre lavorato e collaborato con tutti, anche con i commercianti. Non abbiamo mai avuto problemi né con gli amministratori, né con la società civile. Noi, infatti, non abbiamo nulla a che fare con la politica, siamo un’associazione che si occupa di bambini e solo di bambini si può occupare, perché siamo un centro minorile”. Il centro, inoltre, ha sempre sposato il principio della sostenibilità economica delle famiglie.

Melania Firrito, infatti, spiega: “Per avere un operatore professionale individualizzato, la nostra associazione fa pagare alle famiglie una quota bassissima: 6.50 euro l’ora, per un servizio che costa all’associazione 15 euro. La differenza le mette l’associazione e le donazioni dei privati, proprio per non gravare troppo sulle spalle dei genitori. E quando è arrivata da noi una famiglia in serie difficoltà economiche non abbiamo mai chiuso la porta in faccia a nessuno: abbiamo sempre accolto tutte le famiglie”.

Il Piccolo Principe si trova a Chiaramonte, a Ragusa e a Donnalucata. I locali di Chiaramonte si trovano a Santa Teresa e non sono altro che un appartamento che al suo interno potrà accogliere non più di 15 persone. L’associazione, come si diceva, è un centro accreditato per minori e mai, per statuto e per legge, potrà accogliere adulti. Di certo, non se l’aspettava nessuno e la comunicazione di sfratto via PEC è stata davvero inaspettata: “L’attuale sindaco è venuto al centro soltanto una volta per fare una ricognizione dei locali di proprietà del comune e ci ha proposto di accogliere ragazzi adulti. Ci ha dato 15 giorni per pensarci. Qualche giorno fa abbiamo chiesto noi un appuntamento per dargli la risposta ma non ci ha mai fatti chiamare”, ci spiega la presidente Firrito. Poi, è arrivata la mail. Hanno 30 giorni di tempo per andare via e nessuna alternativa. E queste 12 famiglie, che fine faranno? C’è chi ha dichiarato che è affare loro.  A noi interessa, invece.  E pensiamo che sia un affare di cui tutta la collettività debba occuparsi.

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