Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte: il Piccolo Principe non è solo

#noicisiamo

Chiaramonte Gulfi - Non dobbiamo lasciare solo il Piccolo Principe. Noi ci siamo”. E’ stata inaugurata ieri sera la nuova associazione culturale e politica denominata “Spazio-Chiaramonte”. Il direttivo è formato da Simona Riggio, Giusy Brullo, Francesco Scollo e Giancarlo Catania, mentre il presidente è l’ex sindaco Vito Fornaro. Le intenzioni della neo associazione sono abbastanza chiare e semplici: creare uno spazio culturale in cui confrontarsi, dibattere, informare e creare progetti.

#noicisiamo: è questo il refrain e l’hashtag a cui fare riferimento perché, come spiega Simona Riggio: “Lo spazio è democrazia e condivisione. Ci siamo costituiti perché a Chiaramonte manca proprio questo: un dibattito e un confronto”. Ma ieri sera, oltre all’inaugurazione della sede che si trova in Piazza Duomo (angolo via Santa Caterina) si è assistito (ed è la prima volta che accade da tempo immemore), ad un incontro in cui erano presenti quasi tutti i rappresentanti politici della città di Chiaramonte: Mario Cutello, in rappresentanza dell’opposizione consiliare, Vito Marletta e Antonella Occhipinti per il PD e Samuele Cultrera in rappresentanza del movimento civico “Gaetano Iacono”.

Ma c’era anche tanta gente che fa parte della cosiddetta società civile, senza colori né appartenenze politiche. C’è voglia, insomma, di dibattito e confronto in un momento in cui, forse, tutto questo sta mancando. Il presidente Vito Fornaro: “Le politiche sono finite e adesso dobbiamo trovare un modo per andare avanti, tutti insieme, perché quello che sta succedendo a Chiaramonte nelle ultime settimane non è accettabile. C’è una sorta di scollamento tra il palazzo e la società. La verità è che al governo della città si trovano persone mediocri: pensavamo che si partisse male, ma le aspettative sono state ampiamente superate. In peggio”.

Vito Fornaro, dunque, ha invitato formalmente tutte le forze di opposizione a seppellire l’ascia di guerra e a lavorare per il bene comune. Le elezioni sono lontane e rifugiarsi nella torre d’avorio non ha mai portato a nulla di buono.  Certo, tutto ciò può sembrare retorica, o frasi fatte, ma la verità è che ieri sera c’era un clima di reale partecipazione e interesse, soprattutto alla luce degli ultimi fatti di attualità che hanno coinvolto la città. La vicenda del Piccolo Principe, infatti, è stata indigesta per molti. Già ieri mattina il PD ha inviato una nota ufficiale in cui si legge: “Portare avanti una visione territoriale e semplicistica della disabilità è una cosa inaccettabile che delinea forse una velata strumentalizzazione dell’argomento in termini politici. Ci opponiamo a Gurrieri quando, in merito ad una nuova eventuale sede dell’associazione il “Piccolo Principe”, dice: “non spetta a me trovare una soluzione”; e invece noi crediamo che, prima per umanità e poi per la responsabilità di cui la città lo ha investito, un sindaco debba trovare le soluzioni più opportune, senza cedere a quelle più comode o convenienti”.

Anche ieri sera sia Vito Marletta che Antonella Occhipinti, accogliendo con piacere questa iniziativa, hanno ribadito la sensazione di totale assenza di democrazia: Quello che è successo con il Piccolo Principe è agghiacciante. Questo metodo non può diventare regola”. Antonella Occhipinti ha aggiunto: “Abbiamo avuto parecchi scontri con l’amministrazione Fornaro, ma quando ci siamo seduti per confrontarci c’era serietà e abbiamo raggiunto risultati importanti. Oggi, vengono applicati metodi che non esistono più da decenni”. Samuele Cultrera, dichiara: “Sono contento che ci sia qualcuno che ha interesse e voglia di fare qualcosa per i giovani, per i miei coetanei, completamente dimenticati”. Mario Cutello: “Siamo tornati indietro di 30 anni. Noi accogliamo l’invito con piacere e non abbiamo in testa nessun percorso predefinito”.

Vito Fornaro, in merito alla questione Piccolo Principe, dichiara: “Vorrei capire che significato ha avuto sfrattare un’associazione che si occupa di bambini disabili con una PEC. E’ preoccupante perché se oggi lo fa con il Piccolo Principe, chi ci dice che domani non lo farà con qualche altra associazione che usufruisce dei locali comunali? E’ un metodo schifoso: si stanno mettendo contro famiglie che hanno già delle difficoltà e per cosa? Non possiamo fare finta di niente. Se i bambini di Chiaramonte vanno a Ragusa per fare terapia, non credo che il sindaco di Ragusa li caccerebbe. Siamo aperti a tutte le idee, ma l’impegno deve essere in prima linea”.

Naturalmente, i temi toccati ieri sera sono stati tantissimi: dalla questione della mancata comunicazione dell’acqua non potabile a quella dei cinque segretari comunali a scavalco in appena otto mesi (record mondiale?), per non parlare dei due consulenti pagati 60 mila euro l’anno (30 mila euro per ciascuno), degli assessori senza deleghe ufficiali e della messa in stand by della consulta giovanile senza che ci sia stato un reale motivo. Chiaramonte, in questi mesi, dovrà affrontare diverse sfide, dalla differenziata al bilancio. Ci si chiede: si può pensare di amministrare senza mai avere un confronto serio con la città? Per una parte consistente di Chiaramonte è impossibile.

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