Attualità Firenze

Francesco Scollo, il chiaramontano, premiato dall'Accademia dei Georgofili

Premio Antico Fattore 2018

Firenze - Non ha ancora compiuto 30 anni, è chiaramontano e da pochi giorni è stato insignito del prestigioso “Premio fattore 2018” istituito dall’Accademia dei Georgofili di Firenze. Francesco Scollo è un agronomo e un biotecnologo e ha un Dottorato di ricerca in produttività delle piante coltivate in ambiente mediterraneo. Attualmente collabora con l’università di Catania, in particolare con il dipartimento di agricoltura, alimentazione ed ambiente. E’ anche titolare dell’azienda agricola “Terre sul Dirillo” e oggi ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento per meriti scientifici.

Per chi non lo sapesse l'Accademia dei Georgofili è la storica istituzione fiorentina che da oltre 250 anni promuove, tra studiosi e proprietari agrari, gli studi di agronomia, selvicoltura, economia e geografia agraria. Nata nello spirito cosmopolita dell'Illuminismo ha annoverato, tra presidenti e accademici, studiosi che hanno saputo ravvivare i legami tra la cultura agraria nazionale e quella internazionale. Tanto per citare qualche nome, questo premio è stato ricevuto, in campo culturale, da personalità del calibro di Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Claudio Magris e moltissimi altri ancora. Il tema del premio, quest’anno, è stato “L’olivicoltura del futuro”.

Francesco Scollo ha partecipato con un lavoro scientifico che tratta di un progetto su una particolare tecnica da utilizzare nell’olivicoltura di qualità: la tecnica digital droplet. In particolare, lo studio s’intitola “Absolute quantification of olive oil DNA by droplet digital-PCR (ddPCR): Comparison of isolation and amplification methodologies”. (Quantificazione assoluta del DNA di olio d'oliva mediante digital droplet (ddPCR): confronto tra metodi di isolamento e di amplificazione".
Francesco Scollo, raggiunto telefonicamente, ha spiegato: “E’ un lavoro che ho fatto quando sono stato in Spagna. Si tratta di una tecnica innovativa utilizzata per la prima volta sull’olio d’oliva. In parole povere questa tecnica permette una quantificazione assoluta di DNA estratto dall’olio extravergine d’oliva e si comparano diversi protocolli di estrazione per capire qual è il migliore. Questo sistema permette di capire meglio qual è il miglior protocollo che si può utilizzare per tracciare il DNA, e quindi l’origine, delle monocultivar di olio extravergine”. Una simile ricerca apre molti presupposti per il futuro dell’olio di qualità ed è uno studio propedeutico per l’agricoltura del domani.

In un’epoca in cui si cerca di tutelare la tracciabilità dell’olio di qualità e si parla sempre di più di certezza del made in Italy, una simile ricerca può solamente avvantaggiare i produttori, in quanto il prodotto può essere geneticamente tracciabile. Questo lavoro, primo nel suo genere, ha visto l’applicazione della ddPCR (droplet digital PCR), utilizzato come un valido strumento di quantificazione assoluta, per valutare la quantità e la qualità di campioni di DNA estratti da olio di oliva. In questo studio è stata eseguita, tramite una comparazione tra due diverse tecniche di amplificazione, qRT-PCR e ddPCR (digitale droplet - PCR), una quantificazione assoluta di DNA estratto da olio di oliva, isolato con quattro differenti protocolli di estrazione. I risultati ottenuti hanno permesso di ottenere importanti indicazioni sui protocolli di estrazione utilizzati, in particolare quelli basati sul CTAB hanno mostrato le performance migliori su campioni di olio non-filtrato, sebbene i protocolli di estrazione basati sul kit commerciali hanno, invece, mostrato una maggiore riproducibilità.

L'uso combinato delle due metodologie, qRT-PCR e ddPCR (quest’ultima utilizzata per la prima volta assoluta su DNA estratto da olio d'oliva), ha permesso di effettuare una quantificazione assoluta dei campioni analizzati. I risultati presentati nel lavoro hanno chiaramente dimostrato l'importanza della scelta del protocollo di estrazione da utilizzare, al fine di poter così ottenere un DNA di qualità e quantità sufficienti da essere impiegato in analisi di caratterizzazione genetica.
 

La novità del lavoro è stata quella di quantificare in maniera assoluta, in modo riproducibile, i campioni di DNA estratto da olio d’oliva, comparando l’efficienza di amplificazione, la qualità e la quantità dei campioni estratti con alcuni dei protocolli di estrazione presenti in letteratura.
L’olio extravergine d’oliva è considerato un prodotto dalle elevate qualità per il suo valore nutrizionale, salutistico e nutraceutico, la possibilità di definirne l'origine e la composizione varietale rappresenta, oggi, un aspetto fondamentale per garantire la tracciabilità del prodotto e definire il futuro stesso dell’olivicoltura di domani.
 

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