Appuntamenti Vittoria

Vittoria: A ffuocu lientu, af-flati d’amore, spettacolo di poesia e musica

27 aprile

Vittoria - In occasione della Settimana della Cultura promossa dal Comune di Vittoria, si terrà il prossimo 27 aprile nella Sala Mazzone uno spettacolo di teatro, poesia e musica dal titolo “A ffuocu lientu, af-flati d’amore”. Ad organizzarlo l’Associazione di Promozione Socio -Culturale - Educativa Per Anda-re Oltre ed il Kiwanis Club di Vittoria. Lo spettacolo, ideato, diretto e recitato, dal regista-attore Gian-ni Battaglia, vedrà anche le esecuzioni musicali avvolgenti di Michela Bonavita al violino, di Chiara Giommarresi al violoncello e di Pippo Ferrigno alla fisarmonica nonché il supporto cantato di due ese-cutrici dell’Associazione Per Andare Oltre. Al fianco di Gianni Battaglia, nel recitativo, ci sarà anche Letizia Iozzia. Sarà una sorta di itinerario sul grande tema dell’Amore e della Donna che Gianni Battaglia compie, libero da sovrastrutture mentali ed esegetiche.
      

Il regista e attore torna su segmenti lirici che più continuano ad emozionarlo, dalla poesia classica a quella contemporanea, da quella in lingua a quella dialettale. A detta del Presidente dell’Ass. Per An-dare Oltre, Franca Campanella, “lo spettacolo consentirà ai presenti di poter effettuare un meraviglio-so viaggio, dall'occidente al mondo ibleo, attraverso i versi sulla donna e sull’amore, di tanti poeti, le cui pagine, per la loro profondità e la loro carica espressiva, coinvolgeranno in una dimensione ricca di spunti e ricadute emozionali”. “Prima di arrivare alla grande poesia d’amore contemporanea, che più di tutte mi affascina – afferma Gianni Battaglia-, fra le più belle poesie d’amore di tutti i tempi propongo quella scritta da Omero, nell’Odissea, nel libro VI, affidata alla voce di Ulisse, quando egli approda, naufrago, nell'isola dei Feaci.

Sulla spiaggia Ulisse vede la bellissima Nausica, figlia del re Alcinoo, re-sta abbagliato da quella bellezza e le rivolge parole avvolgenti: Ahh, debbo io dea chiamarti, o umana donna!  Non meno intenso, nella classicità, l’amore cantato, spesso con tormento, dalla grande poetessa Saffo, nel VI sec. a.C, della quale lo spettacolo propone Tramontata è la luna.  E ancora propongo una bellissima poesia araba sull’amore, del VIII sec., di Rabi'a al Adawiyya, Ti amo di due amori.

Propon-go anche quel segmento che scrive Cecco Angiolieri, S’i fosse foco, assolutamente dissonante in quel sentimento ideale che l’uomo rivolge alla donna dagli albori della civiltà. In quella foga poetica Cecco Angiolieri accenna ad un rapporto con la donna, ma in una chiave spietatamente egocentrica. Dopo un excursus per frammenti sui grandi poeti della tradizione letteraria italiana, da Dante a Leopardi, fino a D’Annunzio, arrivo - continua Battaglia- alla grande poesia d’amore del ‘900 che ha un suo apice in Jacques Prevért. E con Prevèrt mi immergo nella poesia romantica di Hikmet e in quella di Quasimodo. Nella seconda parte dello spettacolo, canto l’amore e la donna attraverso la poesia dialettale mediterra-nea e iblea, in quella corrosiva di Martoglio. Alcuni brani trovano una centralità assoluta nel mio spetta-colo: Ascutati, bedda signorina e Tristi scunfortu del poeta modicano Salvatore Puma; Scena campa-gnola del poeta vittoriese Neli Maltese; Lu primu vasuni del poeta Luigi Balzano Conti di Santa Croce Camerina.

E a questi brani poetici bellissimi, aggiungo quella che considero la più bella poesia d’amore di tutti i tempi, A ffuocu lientu, scritta, nel ‘900, dal poeta modicano Carmelo Assenza. Ci sarà infine un grande ritaglio sull’amore che il poeta vittoriese Luigi Frasca ha celebrato con il bel poemetto cavallere-sco, epicamente caricaturale e umoristico, La gran giornata di Orlanto e Rinardo, dove l’amore è prova-to con impeti celestiali dai due paladini Orlando e Rinaldo e con cinici sotterramenti dalla bella Angeli-ca, innamorata piuttosto del bel giovinetto saraceno Medoro. Il tutto confluisce in uno spettacolo– con-clude Battaglia-, arricchito dalla voce femminile di Letizia Iozzia, e dalla grande musica, per viola di Michela Bonavita, per violoncello di Chiara Giommarresi, per fisarmonica di Pippo Ferrigno, con la mia voce, sempre più vecchia, ogni giorno che passa, sempre più irrisa dal tempo, sempre più immalin-conita da vibrazioni nostalgiche e cedimenti gastronomici”.
                                                                             
 

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