Attualità Ragusa

Nel ragusano, solo pochi metri di costa non sono balneabili

Lo ha stabilito il Dipartimento Regionale alle Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico.

Ragusa - Come ogni anno, il Dipartimento Regionale alle Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico ha stabilito, con apposito decreto, i tratti “non adibiti alla balneazione”. Nel decreto, all’art. 3, sono indicati i tratti di mare di costa “non adibiti alla balneazione" e  tutti i tratti di mare e di costa interessati ad immissione o da ordinanze emesse da Autorità marittime, Autorità portuali, Autorità regionali ed Enti locali, ed i  tratti di mare e di costa “vincolati a parco od oasi naturale” e i “punti di campionamento in revisione”. In particolare, si tratta di 500 metri vicino alla foce del Dirillo e del fiume Ippari ad essere interdetti.
Il laboratorio di Sanità Pubblica – Dipartimento Medico di Prevenzione dell’Asp di Ragusa ha effettuato, in via preliminare, così come stabilito  dal decreto, il monitoraggio delle acque di balneazione di tutta la provincia.  

Il Commissario dell’Asp, dr. Salvatore Lucio Ficarra,  soddisfatto,  dichiara: «I dati della provincia di  Ragusa  testimoniano la qualità del nostro territorio e quindi la qualità di vita offerta ai cittadini. Grazie per il proficuo e professionale lavoro svolto dal Dipartimento Medico di Prevenzione, diretto dal dr.  Francesco Blangiardi, e dal Laboratorio Sanità Pubblica,  che vigilano e garantiscono questa qualità.»
Il provvedimento del Dipartimento ha una procedura da seguire anche a livello amministrativo.

I Sindaci dei Comuni rivieraschi riceveranno la comunicazione relativa ai tratti di mare non balneabili ai fini dell’emissione delle ordinanze di divieto di balneazione. Queste ultime dovranno essere adottate entro e non oltre il 31 marzo 2018 specificando il motivo del divieto, l’estensione del tratto di costa e le coordinate geografiche. Le stesse ordinanze devono essere trasmesse ai “Ministeri della Salute e dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare, agli assessorati della Salute e Territorio e ambiente, al Dipartimento di Prevenzione e al Laboratorio di Sanità pubblica della Azienda Sanitaria Provinciale competente, oltre che alla struttura provinciale competente dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente”.

Infine, i Sindaci dei Comuni rivieraschi sono tenuti ad adottare tutti i provvedimenti per proteggere i bagnanti dai tratti di costa vietati, incluso “quello dell’affissione dei cartelli metallici di divieto della balneazione in numero adeguato e posizionati in aree facilmente visibili, di formato minimo 80 cm per 100 cm, i cui contenuti devono essere espressi almeno in due lingue".
E’ importante sottolineare che i risultati delle analisi effettuate sulle acque di balneazione saranno pubblicati, a scadenza mensile, sul “portaleacque.it” Ministero della Salute. Nella sezione Acque di balneazione del Portale, il cittadino potrà accedere facilmente a tutte le informazioni relative alla qualità delle acque di balneazione italiane in tempo reale.

Attraverso una grafica di semplice comprensione, che utilizza le ortofoto di Google Maps, l’utente potrà conoscere la balneabilità delle singole aree di balneazione, gli eventuali divieti i dati di monitoraggio relativi alla stagione balneare in corso e consultare tutte le ulteriori informazioni ambientali riferite all'area, ad esempio classificazione, profili di costa, criticità specifiche, etc... Il cittadino inoltre avrà un ruolo attivo e partecipato, grazie alla possibilità di ricevere o fornire informazioni relative alle aree di balneazione e di accedere alla documentazione di settore sia nazionale che internazionale.

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