Economia Augusta

La raffineria di Augusta venduta agli algerini

L'acquisto è della compagnia Sonatrach.

Augusta - La Raffineria di Augusta passerà dalla Esso alla compagnia di stato algerina, la Sonatrach. Ad annunciarlo è stata la stessa multinazionale statunitense che ne ha detenuto la proprietà fino ad ora. L'assemblea dei soci della Esso ha infatti dato il via libera alla sottoscrizione di un accordo per la cessione del ramo di azienda che controlla non solo la raffineria siracusana, ma anche i depositi di carburante a Palermo, Napoli e nella stessa Augusta, con i relativi oleodotti. E' la prima volta che gli algerini hanno un investimento diretto in Italia. Si tratta, di una notizia storica. L'obiettivo dell'operazione è ancora in fase di assestamento, ma si tratta di trasformare su territorio italiano parte del petrolio greggio in carburanti, per poi importare in Algeria il prodotto finito a prezzi meno cari. A Esso, stando alla stampa algerina, andranno 580 milioni di euro.

I sindacati hanno espresso sin dal primo momento preoccupazione e non hanno esistato a definire questa una "notizia choc".
La trattativa è stata segreta fino a stamattina, non c'è stato confronto con i rappresentanti dei lavoratori e fino a due mesi fa Esso si è impegnata, attraverso il nuovo piano industriale, a investire su Augusta. La domanda sorge legittima: quali sono ora le intenzioni di Esso? Vuole mantenere gli impegni presi? Passerà la palla agli algerini? Il tutto è ancora avvolto dal mistero.

Intanto stamattina le sigle sindacali hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico sia con Esso che con Sonatrach e da domani saranno in stato di agitazione e ci sarà una prima assemblea con tutti i lavoratori. Sono 800 quelli che al momento sono dipendenti diretti di Esso.
Esso, da parte sua, fa sapere che nella fase di transizione assicurerà attenzione al personale, alla sicurezza, all'ambiente e alle relazioni con le comunità locali.
Sonatrach si è posta l'obiettivo di raffinare parte del greggio all'estero, in risposta alla mancanza di capacità di raffinazione locale.