Attualità Chiaramonte

Questione idrica: il consiglio aperto resta chiuso. La maggioranza vota no

Niente domande del pubblico

Chiaramonte Gulfi - Doveva essere un consiglio comunale straordinario e aperto alla cittadinanza per avere chiarimenti sulla questione idrica e invece la cittadinanza ha assistito semplicemente al nulla. Perché questo è stato il consiglio comunale di ieri sera: il nulla. E bisogna dirlo: il presidente del consiglio e la maggioranza hanno votato “no” alla possibilità di aprire il consiglio comunale alle domande del pubblico, nonostante ci fosse un precedente: il consiglio straordinario sull’incendio che ha devastato la pineta il 30 giugno. In quell’occasione, nonostante il regolamento comunale non preveda la formula dei consigli aperti, venne data parola al pubblico affinchè potesse porre domande e avere delucidazioni, facendo semplicemente una sospensione e smettendo di verbalizzare. Una sorta di assemblea, insomma, un modo come un altro per interloquire con chi amministra e dare giuste rassicurazioni alla gente. Ieri sera, invece, nonostante si trattasse di un consiglio straordinario e la richiesta effettuata fosse di renderlo aperto, il presidente del consiglio e la maggioranza non hanno permesso le domande dal pubblico.
La questione idrica a Chiaramonte: come siamo messi? Ieri sera, in sostanza, il sindaco ha ribadito ciò che aveva già detto in conferenza stampa e agli organi di informazione: nessuna mancanza di comunicazione, nessuna sottovalutazione del problema. Tutto è andato come doveva andare, con l’aggiunta di qualche insulto personale al consigliere Cutello e qualche rimprovero fatto a un privato cittadino che ha la colpa di essere suo amico e di aver posto qualche domanda su facebook. Ma andiamo con ordine.

L’INTERVENTO DI CUTELLO
La seduta si apre con un intervento del consigliere Cutello che in pratica ha chiesto spiegazioni su alcune differenze poste in essere nelle varie ordinanze. Secondo il consigliere, infatti, ci sarebbe stata: “Poca trasparenza sin dall’11 aprile, il giorno della prima ordinanza”. Ha raccontato, poi, di come abbia richiesto tramite PEC i documenti con le analisi e di come gli uffici non abbiano risposto in maniera celere e completa alla sua richiesta. “Ho dovuto chiamare i Carabinieri e non si capisce di chi siano le competenze. Alla fine, ho ricevuto solo i documenti parziali, che riguardano le analisi effettuate in via Fonderia il 27 aprile.  Ma noi volevamo i documenti completi, sin dal 29 marzo, quando sono stati fatti i primi prelievi”. Poi, continua: “C’è stata una lacuna nella comunicazione perché se al 27 aprile hai in via Fonderia, secondo i documenti che abbiamo, 3000 unità di escherichia coli, quando il parametro dovrebbe essere 0, perché emetti un’altra ordinanza solo l’8 maggio? E perché nella prima ordinanza, oltre ad essersi dimenticati delle vie Ascenzio e Iannizzotto, non viene detto ai cittadini di far bollire l’acqua per usarla ai fini igienici? Inoltre, mi chiedo perché non è stata attivata l’emergenza e perché l’Asp è stata avvisata solo 40 giorni dopo, con l’ultima ordinanza? E adesso, com’è lo stato delle acque? Il trattamento che viene effettuato può essere potenzialmente nocivo?”.

IL SINDACO
Interviene il sindaco, chiamato a rispondere dal suo stesso gruppo. Durante il suo intervento, ha apostrofato Cutello con diversi epiteti che qui anticipiamo: “lei ha bisogno di essere curato”, “lei è affetto da schizofrenia politica”, “lei è un uomo irregolare, che ha condotto una vita irregolare”, “dice una falsità ma per lui la falsità è uno stile di vita”, “lei è affetto da una forma di ignoranza trascurata”, “la patologia di Cutello”. Li abbiamo anticipati perché, a parere di chi scrive, un consigliere comunale, chiunque esso sia e poco importa che sia di maggioranza o opposizione, non merita di essere apostrofato così in un’aula consiliare. E ci ha sorpreso il totale disinteresse del presidente del consiglio comunale, Alessia Puglisi. Non ha mai, infatti, chiesto al sindaco di usare toni meno offensivi. Non ha neanche chiesto al sindaco di evitare di chiamare in causa i privati cittadini durante le sedute di civico consesso (cosa che accade molto spesso e che fanno anche alcuni consiglieri di maggioranza) anche perché impossibilitati a rispondere. E a questo proposito, non si può far altro che rimpiangere il signor Paolo Battaglia, l’ex presidente del consiglio e oggi attuale vicesindaco: nonostante fosse stato accusato, durante l’amministrazione Fornaro, di essere stato un pessimo presidente e di non essere per nulla super partes (memorabili le sue “litigate” con i consiglieri Stamilla e Morreale), non ha mai prestato il fianco ed è sempre stato un signore distinto che, seppur in una situazione difficile, ha sempre mantenuto savoir faire e ha anche garantito, quantomeno pro forma, un ruolo assolutamente degno di questo nome.  Fatta questa premessa, a parere di chi scrive doverosa in quanto ha assistito a quasi tutti i consigli comunali (dispiace non avere la possibilità di una diretta streaming, cosa caldeggiata a suon di barricate durante l’amministrazione Fornaro, poi ottenuta e oggi caduta nel dimenticatoio), si torna alla questione idrica.

Il sindaco, ha così risposto al consigliere Cutello: “Cutello si improvvisa ingegnere, professore universitario e chimico, quando sa che questo argomento è di stretta pertinenza del sindaco. E’ affetto da schizofrenia politica questo personaggio. C’è una sua protesi politica (il sindaco qui fa nome e cognome, ma si tratta di un privato cittadino e il suo nome non sarà citato in questo articolo – n.d.r.) che oggi ha fatto un video contro l’unico esponente politico di opposizione che ha fatto una proposta seria, Gaetano Iacono. E qui lo dico, è vero che noi siamo andati insieme a Palermo perché con lui ho buoni rapporti. Cutello, invece, fa video perché vuole sostituirsi a chi amministra. Lui dice delle falsità perché la falsità è un suo stile di vita. Noi faremo un atto di giunta per costituire un bando o fare un affidamento diretto per risistemare la rete idrica. Mi accusa che io sia stato inadempiente perché ho nascosto le carte delle analisi. E’ un bugiardo, perché lui ha presentato la richiesta all’area amministrativa, perché è affetto da una forma di ignoranza trascurata. La cosa più grave è che dice che io non ho trasmesso le carte all’Asp. Ma non è di mia competenza, sono gli uffici che se ne occupano. L’Asp fa i suoi prelievi in incognito, senza bisogno del sindaco. Sono proprio curioso di essere chiamato dalla Procura”. In merito alle ordinanze e ai ritardi, il sindaco ribadisce quanto già detto in conferenza stampa: “Ho fatto effettuare il porta a porta dai vigili. Ho usato nelle prime ordinanze un linguaggio più semplice. Invece è stato fatto terrorismo contro la gente. Il 9 maggio, tra l’altro, l’Asp ha inviato un verbale positivo nei confronti di questa amministrazione. Io mi sono allarmato quando ho visto le perdite in via Gulfi, che era la rete idrica realizzata l’anno scorso. So che c’è un altro esponente politico (il sindaco si riferisce all’ex sindaco Vito Fornaro, n.d.r.), che ha chiesto l’intervento del Prefetto. Questa persona ha accusato Gurrieri convinto che così avrà la sua rivincita elettorale, ma non può parlare perché è arrivato quarto. Lui è stato negligente, quando ha concesso i fuochi d’artificio per San Giovanni”.

E a questo proposito, il sindaco mostra un vecchio articolo di giornale del 2014 in cui il titolo tuona “Incendio colposo”. Si riferisce a un fatto avvenuto durante l’amministrazione Fornaro, in cui scoppiò un incendio a causa dei fuochi pirotecnici della festa di San Giovanni. In quell’occasione, Fornaro fu duramente criticato per questa scelta e per non aver vigilato a sufficienza. Sentito, però, l’autore dell’articolo, ci è stato spiegato che quel titolo si riferisce alle dichiarazioni politiche rese all’epoca dei fatti da Gaetano Iacono e dalla dottoressa Salvina Ferlito e non fu una scelta editoriale o una presa di posizione del giornale. Poi, il sindaco continua: “Sono stato oggetto d’interesse da parte dei NAS che hanno controllato il servizio mensa dei bambini della scuola materna. Oggi ho ricevuto un verbale sui prelievi effettuati giorno 8 e le analisi risultano perfette. Non c’è contaminazione nel cibo somministrato ai bambini. Quindi, l’acqua usata nella scuola è buona. Cutello si deve vergognare perché ha portato la città alla gogna per un motivo politico. Il paese è guidato da un sindaco responsabile”.
 

Qualcuno, dal pubblico, chiede: “ma l’acqua è inquinata o no?”. Il sindaco, risponde: “Appena avrò la certificazione ufficiale farò una comunicazione. Capisco i disagi, ma ancora c’è un’ordinanza che ancora va rispettata. Ma questo dato della scuola ci deve far essere fiduciosi. Troveremo la causa della contaminazione”.
Cutello, a questo punto, chiede di far parlare il pubblico, la proposta viene messa ai voti e la maggioranza vota no.
 

A questo punto, Cutello prende la parola: “Vorrei dire che qui c’è un tentativo di cambiare le carte in tavola. Innanzitutto, io rispetto Gaetano Iacono e le sue proposte, che per me sono valide. Ma vorrei dire al sindaco che Gaetano Iacono e tutti gli altri non sono consiglieri di opposizione. Il mio ruolo, oggi, è quello del controllo, oltre a quello di fare proposte. Inoltre, vorrei capire cosa c’entra l’acqua della scuola materna, e siamo contenti che non sia contaminata, con il problema idrico. Non mi risulta sia stata fatta la sanificazione di tutti i recipienti, pur avendo messo l’acqua dell’autobotte a disposizione degli esercizi commerciali. Forse, lei non è più il ragazzo di una volta”.
Il sindaco: “Ho preferito tenere l’autobotte perché mi sento più sicuro che a lasciare i recipienti di notte in balia di qualcuno che potrebbe inquinarli. La città può stare tranquilla ma non posso revocare l’ordinanza. Siamo attualmente al 60-65% della verifica. Riceverete un’apposita comunicazione”.
Il consiglio si chiude, come spesso accade, con il consigliere capo della maggioranza, Elvira Ballato, che dichiara che il suo gruppo è d’accordo col sindaco.