Economia Figure professionali

Broker finanziario: chi è, cosa fa e quanto guadagna

Il broker consente all’utente di avere una guida per l’accesso ai mercati finanziari dove il cliente potrà acquistare: azioni, equity, titoli obbligazionari, cambi valutari, derivati

Nel tempo, dai sistemi giuridici del common law, abbiamo ereditato una figura professionale che ha rivoluzionato i sistemi della finanza e della economia rinsaldando il rapporto di scambio e fiducia tra cliente e mercati finanziari: il broker finanziario.
Nasce e si sviluppa dal concetto di intermediazione d’affari e, in Italia, diviene una vera e propria professione di categoria a partire dalle Legge n° 792 del 20/11/1984.
L’articolo 1 in particolare, di tale documento normativo, descrive il ruolo in questione come un esercizio professionale svolto da una persona fisica o giuridica, volto alla creazione di un legame tra:
- soggetti che vogliono ottenere un vantaggio economico interagendo con uno o più asset finanziari;
- i vari mercati di riferimento.
Tecnicamente, trattasi di un ruolo di consulenza finanziaria ma anche di ricerca attiva della controparte contrattuale, tesa a fare in modo che domanda e offerta dei mercati mobiliari s’incontrino più facilmente. Il broker consente, dunque, all’utente di avere una guida per l’accesso ai mercati finanziari dove il cliente potrà acquistare: azioni, equity, titoli obbligazionari, cambi valutari, derivati, quote di fondi o qualsiasi altro strumento finanziario del quale egli abbia un’ adeguata conoscenza; inoltre, grazie all’assistenza del broker il cliente potrà operare in borsa e conoscere i traders migliori, affidandosi a quest’ultimi per la gestione del proprio capitale d’investimento.
Comprendere, più da vicino, la professione del broker finanziario: chi è, cosa fa e quanto guadagna
Il broker è un vero e proprio tecnico super partes che fornisce assistenza e collaborazione finanziaria a due entità contrapposte: il cliente e il mercato di valori mobiliari; grazie all’acquisizione di competenze giuridico-economiche che ha conseguito, questa figura è in grado di determinare al meglio il contenuto dei contratti di collocamento finanziari, nonchè di seguirne una corretta gestione e accompagnarli fino alla loro esecuzione finale.
La persona deputata a ricoprire questo servizio passa da un ciclo di studi che la vedono necessariamente impegnata in tre diverse aree:
1. ottima conoscenza dei mercati finanziari
2. innate attitudini di problem solving
3. spiccato fiuto per gli affari
4. competenze informatiche approfondite e complete
Tale percorso didattico si giustifica con l’assolvimento di una funzione di gestione autonoma e globale che mette in relazione, senza alcun legame d’interdipendenza, le diverse esigenze d’investimento possibili e i diversi prodotti finanziari esistenti; incrociando in un’ottica di massima ottimizzazione delle risorse la più ampia disamina degli interessi coinvolti.
Un broker, come riportato anche dagli esperti di brokerforex.it, aiuta indirettamente l’istituto finanziario a promuovere i prodotti finanziari migliori per attribuirli alla clientela con specifiche esigenze: analizza il caso concreto, gestisce eventuali dubbi o incertezze, ammortizza i possibili rischi e agisce nel tentativo di amplificare i margini economici del soggetto investitore.
Non esistono, in verità, percorsi di studi ad hoc per questa figura professionale, ma una laurea in ambito giuridico o una in ambito economico sarebbero degli ottimi punti di partenza per poterla intraprendere, unitamente a un Master in Fondi d’Investimento.
Quel che conta è l’ottenimento, in ogni caso, di un’opportuna licenza legale previamente rilasciata da Cipro Cysec e dalla Consob italiana.
L’inizio del rapporto di gestione tra cliente e professionista si sviluppa con il cd. Mandato di Brokeraggio: un accordo da sottoscrivere ambo le parti che legittima il broker alla gestione degli interessi investitori del proprio "fiduciante".
Il Know How dell’intermediario deve toccare elevati livelli di conoscenza dei mercati nazionali ed esteri, per potersi rivolgere con più facilità alle società leader nei singoli ambienti finanziari e ottenere così le migliori condizioni contrattuali per i propri clienti.
L’attività del broker: ecco tutti i servizi e le modalità da rivolgere al cliente
Secondo il codice deontologico di questa professione, i principi che reggono lo svolgimento dell’attività di brokeraggio sono legati ai concetti di indipendenza, trasparenza, professionalità e competenza.
In particolare, i servizi offerti dal broker devono attenersi ai seguenti doveri e finalità:
- curare con assoluta oggettività gli interessi del cliente, anteponendoli ai propri, evitando che la durata o il contenuto del proprio incarico di brokeraggio possa influire sulle valutazioni. La qualità del servizio prestato, inoltre, non dev’essere in alcun modo inquinata dalla remunerazione prevista in suo favore;
- individuare le esigenze economiche del cliente analizzando il contenuto dell’incarico ricevuto e fornendo i dettagli che meglio rispondono ai prefissati obiettivi di allocazione del capitale;
- rivolgersi ai soli mercati dei quali egli ha piena fiducia, evitando rischi inutili per il cliente e proporre a quest’ultimo solo le migliori opzioni di investimento possibili; è altresì tenuto ad evitare rapporti con le società che non si attengono ai principi etici del mercato;
- assistere il cliente nella redazione del contenuto contrattuale, fornendogli le conoscenze necessarie di tutti i dettagli delle opzioni sottoscritte. Il cliente, in particolare, dev’essere in grado al termine della disamina guidata di formulare in piena autonomia un giudizio sulla utilità o meno dell’investimento suggerito in relazione al suo caso concreto;
- rispettare il più stretto riserbo sulle informazioni acquisite, dando luogo al cd. segreto professionale.
Dalla elencazione suesposta si evince che in nessun caso il professionista può formulare affermazioni fuorvianti o non consone al caso in esame, avendo il dovere di rispettare tutti i requisiti di integrità.
Il guadagno del broker finanziario: numeri da capogiro
A seguito dell’incarico di brokeraggio ricevuto, il professionista per il tempo pattuito all’interno del documento contrattuale, che lo lega al cliente, avrà un profitto lordo variabile, derivante dalle commissioni pagate dai clienti per tutte le negoziazioni che ha curato in loro favore.
Se il broker è un libero professionista, il suo stipendio è strettamente legato alla consistenza del portafoglio clienti gestito, nonché ai profitti che con lo stesso è in grado di generare. Se invece risulta essere il dipendente di un banca d’ investimenti gli importi di reddito saranno stabili nel tempo.
Tradotto in numeri, il guadagno di un broker in Italia viaggia tra le 8 e le 15 mila euro al mese. Tra le libere professioni attualmente esercitabili risulta essere tra le più remunerate e sicuramente non si tratta di un’attività che vedrà declini o rallentamenti un domani.
In altre parole, si traduce in un ottimo investimento per se stessi e per il proprio futuro qualora si decida di intraprendere questa strada.