Cronaca Ragusa

Caporalato: donne scambiate come merce, picchiate, umiliate. VIDEO

Tutto questo avviene sotto il nostro naso, nella civilissima provincia di Ragusa

Ragusa - Le intercettazioni shock della polizia non fanno altro che alimentare, ancora una volta, una semplice domanda: com’è possibile che nella civilissima provincia di Ragusa possa verificarsi un fenomeno odioso come quello del caporalato? Stamani, la polizia ha arrestato 5 rumeni accusati di associazione a delinquere, traffico di esseri umani e sfruttamento pluriaggravato della prostituzione, anche minorile.
E di questo stiamo parlando: traffico di esseri umani.

Come quell’uomo, che si vanta di essersi “comprato una moglie”, un italiano che non si è accordato con un rumeno per il prezzo di vendita di in un terreno coltivato ad arance. Alla fine, la donna viene usata come “merce di scambio”, come pagamento per ovviare al piccolo intoppo. Ma ci sono, poi, le intercettazioni che parlano palesemente di cibi scaduti, fatti mangiare comunque, e di botte date alle donne perché chiedevano più soldi.

E’ un mondo triste, infinitamente subdolo, in cui i cinque rumeni finiti in manette si approfittavano dei loro connazionali in difficoltà abbindolandoli con la speranza di un futuro migliore e di un lavoro onesto e invece sono finiti a vivere in baracche fatiscenti e sporche, con vestiti racimolati dalla spazzatura e a mangiare cibi avarianti, scambiando favori sessuali per qualche euro.

Una realtà che è stata e viene denunciata più e più volte ma che comunque sembra non essere entrata appieno nelle coscienze di tutti noi. Eppure, tutto ciò accade nella nostra terra, nelle nostre serre, nella nostra civilissima provincia e non in qualche favela dimenticata di Rio De Janeiro.
 

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