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La Prova di Andrea. VIDEO

Il bello di essere ciechi

Siracusa - Andrea Camilleri è arrivato a Siracusa. E sta provando. Lunedì 11 giugno si esibirà al Teatro Greco di Siracusa, in Conversazione su Tiresia. Ad accomunarli la condizione di cecità. Il regista Roberto Andò sta guidando il più noto scrittore italiano vivente lungo i passi della Lectio Magistralis, mentre Andrea, 92 anni, fa autoironia: "La cecità? Mi ha reso libero. Non devo più vedere la mia faccia da imbecille". 

Camilleri sceglie Tiresia e quel che di questo personaggio ci ha trasmesso la letteratura, la filosofia, la poesia e lo elegge a pretesto – come già fece Borges con molti dei suoi temi prediletti – per investigare la cecità e la vocazione a raccontare storie.
Le infinite manipolazioni subite dalla straordinaria figura dell’indovino attraverso epoche e generi, costituiscono per Camilleri uno specchio in cui riflettersi, e attraverso cui rileggere il senso ultimo dell’invenzione letteraria. L’indovino che compare nell’Odissea, il profeta reso cieco da Giunone (o da Atena?), punito perché rivelava i segreti degli dei, è il protagonista di una conversazione solitaria, nel corso della quale il più grande scrittore italiano, meditando ad alta voce sulla cecità e sul tempo, sulla memoria e sulla profezia, parlerà del suo viaggio nella vita e nella Storia.
Dice Andrea Camilleri: “Noi tutti siamo il teatro, il pubblico, gli attori, la trama, le parole che udiamo”, così scriveva Borges, e questo è vero per tutti, ma ancor di più per un cieco. Da quando non vedo più, io vedo meglio, vedo con più chiarezza. Nella mia gioventù siciliana, i miei compagnucci contadini accecavano i cardellini perché sostenevano che da ciechi cantassero meglio”.

Foto di scena di Franca Centaro. 

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