Attualità Cassibile

La casa dei tre tocchi. Sicilia Abbandonata a Cassibile

Sulla provinciale Siracusa-Fontanebianche

Cassibile - Di tutti i luoghi visitati da Sicilia Abbandonata, forse questo è quello in cui le leggende e le storie di fantasmi sono ancora molto vivide nella memoria degli abitanti del posto. Ci troviamo sulla provinciale che collega Siracusa a Fontanebianche, in contrada Renella, non lontano da Cassibile: qui, sorge un'antica struttura del 1700 che ricorda, vagamente, una masseria, di proprietà della famiglia Giaracà.

La troupe di Sicilia Abbandonata, ancora una volta, ha visitato uno dei tanti luoghi meravigliosi e abbandonati che costellano la nostra terra, raccontando le leggende e la storia e, così facendo, salvandoli dall'oblio a cui sembravano essere condannati. Come tanti altri immobili, la casa dei tre tocchi è stata usurata dall'abbandono e dal tempo: graffiti più o meno volgari costellano i muri, croci rovesciate a ricordare vaghe sette sataniche, vegetazione abbondante che non rende facile il passaggio.

Poi, le leggende. La prima, racconta la vicenda dei baroni di Fontanebianche che sarebbero stati uccisi, insieme alla loro figlia, dai malviventi. La bambina, in particolare, avrebbe subito il taglio della testa e sarebbe stata gettata nel pozzo. La leggenda racconta che è ancora possibile udire i lamenti e il pianto della bambina. In segno di rispetto verso le tre anime, i passanti suonano il clacson tre volte al loro passaggio dalla provinciale. Un'altra leggenda, la più famosa, è invece legata alla vicenda delle tre sorelle.

Particolarmente brutte, vissero tutta la loro vita da sole, segregate nella casa. Lanciarono, così, una maledizione: chiunque si presentava a loro avrebbe dovuto bussare tre volte, altrimenti avrebbe fatto una morte atroce. Anche per questo, gli automobilisti continuano a suonano il clacson tre volte ogni volta che passano dalla provinciale. Negli anni '80, infine, pare che un gruppo di ragazzi in motorino si trovasse a passare di li e uno di loro non suonò il clacson: la ruota del suo mezzo si ruppe improvvisamente il ragazzo cadde in un campo vicino.

Al di la delle leggende, ciò che colpisce è il fatto che gli automobilisti, ancora oggi, passando dalla provinciale continuano a suonare il clacson per tre volte, in segno di rispetto o forse per timore di essere colpiti da una presunta maledizione e fare una morte atroce (così dice la leggenda). Un esempio di come i miti riescano a travalicare il tempo e a volte arrivano fino a noi.

Riprese e montaggio: Fabrizio Ruggieri

Foto: Rossella Papa

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Speaker: Melania Scrofani

Riprese aeree: Vito D'Avola