Attualità Chiaramonte Gulfi

Facebook voleva far causa ad una panineria di Chiaramonte

Chiaramonte nel mirino di Facebook
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Chiaramonte Gulfi - Potete credere che un colosso mondiale come Facebook voglia far causa ad una panineria di Chiaramonte? Ebbene si, perchè ci sono storie che si stenta a credere siano vere e invece a volte la realtà supera la fantasia. Siamo a Chiaramonte Gulfi, un piccolo paese nel cuore degli iblei famoso per tante cose, principalmente per la gastronomia. E nella terra della gastronomia non sono pochi i giovani che tentano la fortuna in questo settore.

Ci ha provato anche Orazio Terranova, un giovane che oggi ha 34 e che nel 2012 decise di investire il proprio futuro in una panineria che è diventata, un po’ per tutti, il punto di riferimento per i giovani di Chiaramonte. “In quel periodo Facebook era diventato il social per eccellenza e la sera tutti noi ragazzi ci chiedevamo: ma dove sono tutti? E la risposta era: sono collegati su facebook. Allora io ho deciso di creare una panineria che fosse una pagina vivente e l’ho chiamata Facefood. Qui, la gente poteva riunirsi, mangiare un panino o una crepes, collegarsi a internet, giocare a carte e chiacchierare. Lo scopo era proprio quello di sfruttare l’onda Facebook, che in quel periodo era veramente il top e passare così dall’online all’offline”, ci racconta Orazio.

Fin qui, niente di strano. Ma tutto è cambiato qualche mese fa. Orazio Terranova, su messenger, riceve uno strano messaggio da uno studio legale in cui gli viene intimato di cambiare il nome e il colore del suo locale altrimenti Facebook gli avrebbe fatto causa. Orazio Terranova, racconta: “All’inizio pensavo che fosse uno dei tanti virus che girano su Facebook e non ci avevo fatto neanche caso. Non avevo neanche aperto l’allegato. Ma dopo 15 giorni circa da quel messaggio, mi chiama uno studio legale che rappresenta Facebook Italia e io ci rimango di sasso. Mi dicono che erano venuti a conoscenza del mio locale e di altri locali in giro per il mondo che richiamavano il marchio Facebook, che io non ero autorizzato a usare i loro colori e la loro “F” e che volevano che io togliessi anche il quadro con la foto dell’attore che interpreta Mark Zuckerberg nel film The social network. Quadro che, tra l’altro, ho acquistato su ebay. Se avessi rispettato questi parametri, avrebbero evitato di farmi causa. Questo è successo nel mese di maggio”.

A questo punto, Orazio Terranova si rivolge ad un avvocato e alla fine si riesce a trovare una accordo: fino al 30 settembre, Orazio Terranova potrà rimanere con l'insegna del vecchio locale, ma da quella data in poi dovrà cambiare nome, colori e rinnovare completamente l’arredamento: “Ho firmato ieri una dichiarazione in cui mi impegno a fare questo. Quindi, dal 30 settembre Facefood diventerà un altro locale, con un altro nome e con un’altra storia”.