Cultura Madrid

Giuseppe Grimaldi, Cavaliere dell'Ordine di Nostra Signora di Montesa

La favola dei Grimaldi di Modica, parenti dei veri Grimaldi principi di Monaco, è stata smontata dalle carte

Madrid -  Era inevitabile che Agostino Grimaldi ed io c'incontrassimo.
Interessandomi alla storia della Contea di Modica, Agostino figurava molte volte con l'incarico di "Contador general" (=ragioniere generale) nei contratti di arrendamiento (=affitto) della contea sottoscritti tra l'Almirante di Castiglia, conte padrone, e i creditori/affittuari.
Spesso questi contratti erano firmati a Modica dal Governatore della contea e dal Contador nel nome del conte padrone e ratificati personalmente da quest'ultimo a Madrid.
A solleticare oltre misura la mia curiosità fu, poi, uno strano processo criminale intentato contro un certo Giuseppe Grimaldi di Modica "commensale abituale" (eufemismo inquisitoriale per definire uno strettissimo rapporto di parentela. In questo caso figlio) di Agostino Grimaldi "teniente de oficial" del Santo Officio.
In riferimento a questo processo il re di Spagna in persona, Filippo II, chiese conto e ragione all'Inquisizione palermitana, visto che l'indiziato Giuseppe si dichiarava suo "familiare".
"Tirando del hilo" (un passo dopo l'altro), come dicono gli spagnoli, piano piano scoprii una verità che dapprima mi lasciò quasi incredulo e, dopo, completamente sbalordito.
Presi a documentarmi in silenzio come un vero e proprio investigatore, seguendo piste vere e piste false fino a quando i documenti raccolti mi permisero di fare luce su uno dei personaggi più complessi e ambigui del suo tempo.
A scoprirne tutte le carte fu proprio, ironia della sorte!, un processo.
Non quello criminale intentato contro Giuseppe, il figlio.
In effetti, tutta la documentazione concernente il processo criminale del figlio pare che sia andata perduta, perita in uno dei tanti roghi dolosi che periodicamente erano appiccati all'Archivio del Tribunale dell'Inquisizione palermitana da familiari del Santo Officio pregiudicati.
Il processo cui mi riferisco fu, invece, quello avviato dall'Ordine di Nostra Signora di Montesa, relativo all'apertura dell' "Expediente" per la concessione dell'abito al figlio Giuseppe Grimaldi, pretendente.
Fu questa raccolta di prove, infatti, a illuminare in un modo inappellabile e definitivo la figura storica del nostro Agostino, divenuto intanto il vero "Patriarca" della famiglia Grimaldi di Modica.
Una memoria storica impietosa che a distanza di quasi cinque secoli ha vanificato di colpo i frequenti e continui sforzi fatti dai suoi discendenti i quali, seguendo lo stile millantatore adottato dal loro capostipite, per tutto questo tempo hanno confezionato o fatto confezionare verità a loro uso e consumo nella speranza che, ripetendole a tutti e prima ancora a loro stessi, queste verità improvvisamente diventassero tali.
La favola dei Grimaldi di Modica, parenti dei veri Grimaldi principi di Monaco, è stata ovviamente smontata dalle carte, ridotta a una colossale e incredibile balla che tuttavia ancora miete vittime.
Agostino Caser, alias Grimaldi, cancellò in Sicilia come meglio potette tutte le tracce del suo passato castigliano. A Modica (sarebbe più corretto dire a Ragusa) si ricostruì una vita e con essa anche una verginità.
Commise solo un errore: aspirare attraverso il figlio Giuseppe a una promozione sociale che avrebbe finalmente placato un complesso d'inferiorità ereditato dal padre Francesco.
Questo errore fu davvero fatale.
Permise a me, dopo quasi mezzo millennio, di alzare il velo sulla sua vita d'ombra e raccontarla in questo libro come fosse un romanzo.
Il risultato è stato insperato.
Tuttavia, nonostante la mia iniziale diffidenza, Agostino ha conquistato il mio cuore, per questo gli ho perdonato molte colpe. Non così al figlio.
La millantata e comica parentela con la famiglia Grimaldi di Monaco scompare di fronte all'Uomo Agostino, di fronte al dotto di Salamanca che, per caso, capitò un giorno di metà Cinquecento in questo estremo e sperduto lembo di terra siciliana.
Una presenza, la sua, una volta misteriosa, oggi ormai rivelata, che improvvisamente ha proiettato Modica e la sua Contea su un palcoscenico europeo internazionale di primissimo livello.
La mia analisi si centra, dunque, essenzialmente sul Processo dell'Ordine di Nostra Signora di Montesa che mi ha permesso di ricostruire il passato di una famiglia "modicana", avvalendomi anche di prove, documenti e testimonianze rintracciati negli archivi siciliani e spagnoli. Ecco il vero e unico motivo del titolo della presente pubblicazione.

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