Lettere in redazione Scicli

La scomparsa di Angelo Carrubba

Lettera da Venezia

Scicli - La notizia della morte del signor Angelo Carrubba conferma alcune preoccupazioni che avevamo da alcuni mesi, non avendolo visto nella sua Galleria nelle nostre ultime recenti venute a Scicli. E’ una grave perdita per chi, come noi, aveva ne L’Androne il luogo abituale di visita, un appuntamento cui non si poteva mancare ogni volta che ritornavamo in Sicilia.

Certamente, e l’abbiamo ripetuto in varie occasioni, la Galleria l’Androne è stata una delle ragioni che avevano reso ancora più convinta la nostra decisione, più di dieci anni fa, di fermarci a Scicli e di considerare Scicli come la nostra seconda città. Ci aveva infatti subito colpito che in una città di provincia come questa, ci fosse una galleria d’arte così ricca di opere scelte dell’Otto e Novecento italiano, di artisti tra i maggiori, tenuta da un gentiluomo di vecchio stampo, cortese e profondo conoscitore della materia. Vedavamo infatti in quella Galleria la conferma di una cultura, di una tradizione di gusto e di civiltà, i cui segni a Scicli erano diversi: dall’architettura, alla presenza di una valente e attiva associazione di artisti e di letterati, fino all’attività giornalistica che vi si svolgeva e, naturalmente, il famoso Gruppo di Scicli di cui avevamo ampiamente sentito parlare.

Il signor Carrubba era, diremmo, per la finezza del tratto, un personaggio letterario: l’elegante discrezione, accuratissimo sempre nel vestire, la signorile gentilezza, capace di farci sentire a casa tra i suoi Guttuso, Manielli, Treccani, Maselli, Fiume, Brancato, Guccione, Sarnari, Rotella, Sironi, Annigoni e tanti altri di cui sapeva con maestria segnalare i pregi, raccontare la storia, mettere in risalto le particolarità dell’invenzione e della tecnica.

Entravamo nella sua Galleria sicuri di trovarvi ogni volta delle novità e la conversazione si avviava subito cordiale, con la partecipazione della gentile signora e, talvolta, della figlia con la quale anche commentavamo le bellezze di Scicli e di Donnalucata: si iniziava con le notizie circa il nostro soggiorno, quello degli altri ‘foresti’ nostri amici anche loro abituali frequentatori come noi dell’ Androne, passando poi a commentare le opere esposte, che spesso venivano organizzate secondo filoni e temi individuati dal signor Carrubba con sensibilità e competenza. Gli siamo grati perché grazie anche a lui, pur venendo da lontano e sapendo così poco della sua terra, siamo riusciti a percepire, almeno in parte, la profondità di una tradizione di cultura e di studio e di sensibilità al bello, che sono tra le perle più preziose che ornano Scicli.

                                                       Livio Bariani e Sandro Franchini

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