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Sabato 16 giugno, la lupa a Cava d'Aliga. FOTO

Facendo un tuffo nella storia, scopriamo che ne parlò anche Serafino Amabile Guastella

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Scicli - La lupa a Cava d'Aliga. E' successo nel tardo pomeriggio di sabato 16 giugno. La nebbia marina ha avvolto la spiaggia, creando una atmosfera suggestiva. 

La lupa è una sottile nebbia che si sviluppa sopra la superficie marina per poi lambire la costa grazie al soffio delle brezze. Il fenomeno nebbioso si presenta quando i massimi di un promontorio anticiclonico, di natura azzorriana, nord-africana o un ibrido fra i due si spostano verso levante, collocandosi fra la Grecia, l’Egeo, i Balcani e la Turchia. Lungo il bordo occidentale della struttura anticiclonica si attiva un debole flusso caldo e umido che dalle coste africane risale verso nord, pilotando aria calda nei bassi strati che è costretta a scorrere al di sopra del mare freddo, con un rapido raffreddamento di quest’ultima che trova le condizioni ideali alla condensazione e alla formazione dei banchi di nebbia sul mare. Le formazioni nebbiose marittime sono favorite dalla presenza di una debole, se non nulla, circolazione dei venti nei bassi strati.

La testimonianza storica più attendibile, Serafino Amabile Guastella in una sua lettera a Giuseppe Pitrè dell’11 febbraio 1886, «la nebbia densissima, fetida, e quasi bruna che ci viene dal mare, e danneggia gli ulivi suole in Chiaramonte denominarsi lupa». Ed essa, nella fantasia popolare del tempo, in cui gli stereotipi e le credenze spesso si influenzavano reciprocamente, si presupponeva fosse una conseguenza degli «iscongiuri potenti fatti dai saracini, che or sono all’inferno, e un tempo furono scacciati dall’isola nostra».