Giudiziaria Palermo

Natività del Caravaggio, Procura riapre inchiesta

a tela portata via nel 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo finì - secondo la commissione antimafia - in mano a Cosa nostra e poi in Svizzera per mano di alcuni trafficanti di opere d'arte

Palermo - Un mistero lungo quasi 50 anni su cui adesso si torna a indagare. La Procura di Palermo ha riaperto l'inchiesta sul furto della Natività del Caravaggio, trafugata nell’ottobre del 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo, nel cuore del centro storico del capoluogo siciliano.

Nelle scorse settimane Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia della scorsa legislatura, proprio a Palermo aveva presentato i risultati dell’indagine condotta dalla stessa commissione sul furto dell’opera d’arte.

"Nella nostra inchiesta offriamo elementi interessanti anche all’autorità giudiziaria - aveva detto Bindi -. Secondo noi quest’opera non è andata distrutta come si è pensato fino a un certo momento".

Secondo l’organismo parlamentare, infatti, il capolavoro rubato nella notte tra il 17 e il 18 ottobre di 49 anni fa, finì poi nelle mani di Cosa nostra, dal boss Stefano Bontade a Tano Badalamenti, per poi essere trasferita in Svizzera, fatta a pezzi e venduta dai trafficanti di opere d’arte.

"La mafia ne ha ricavato un consistente guadagno - aveva detto nelle scorse settimane Rosy Bindi -. Speriamo di trovarne almeno un frammento. La nostra inchiesta è arrivata fino a questi risultati, sufficienti per riaprire, però, un’inchiesta giudiziaria". Adesso i pm hanno aperto un fascicolo, che sarebbe ancora a carico di ignoti.

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