Appuntamenti Scicli

Storia di un monastero. Il chiostro di Santa Chiara

Nella Scicli del Seicento

Scicli - Venerdì 29 giugno, alle ore 18.00, Sala Falcone-Borsellino di Palazzo Spadaro, lapresentazione del libro Storia di un monastero. Il chiostro di Santa Chiara nella Scicli del Seicento  di Giovanni Portelli e Giovanna Giallongo. Presenta Enzo Giannone (sindaco di Scicli), intervengono Claudio Torrisi (soprintendente Beni Archivistici per la Sicilia), Paolo Militello (Università di Catania). Saranno presenti gli autori. 

Storia di un monastero è l’approdo di una lunga ricerca archivistica su uno dei principali istituti religiosi edificati a Scicli nel XVII secolo. Partendo da elementi scarni e spesso discordanti, l’indagine, condotta tra i documenti conservati presso la sezione dell’archivio di Stato di Modica, permette di conoscere le diverse componenti – religiose, economiche e sociali – che portarono alla fondazione del nuovo complesso monastico sotto titolo di santa Chiara. Tra i più forti elementi viene individuato il peccato d’usura (male ablatum) di Erasmo Matta e la potente molla della vergogna – necessaria per riscattare l’onore e l’anima – che spinse la sorella Natalizia a donare tutto per il nobile scopo. Sullo sfondo spicca il contrasto tra la povertà diffusa e la ricca borghesia, emergono le ansie e le aspirazioni che, insieme, animavano la vita quotidiana nella Scicli del Seicento. Affiorano le liti giudiziarie per conquistare parte dell’eredità dei Matta, ma anche le malversazioni e i conflitti tra i vari procuratori che impediranno l’immediata realizzazione dell’opera.

Giovanni Portelli vive a Scicli dove lavora come medico. È autore di numerose ricerche e pubblicazioni nel settore scientifico ed etnografico. Tra le sue opere: Il gusto e i sapori (1995), La rosa e il garofano (2003), Coprire/Coprirsi (2003), Vestirsi in Sicilia (2005), Pani e dolci di Natale (2011).
Giovanna Giallongo è archivista e studiosa di storia del costume. Vive a Scicli, dove è impegnata in attività per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e archivistici. Ha riordinato numerosi archivi storici, tra cui quello dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa.
Entrambi cultori di storia locale, hanno svolto un intenso lavoro di recupero delle tradizioni – legate sia alla storia del costume e alla cultura materiale che alla gastronomia e all’alimentazione monastica –, abbinando lo studio attraverso le fonti orali con la documentazione archivistica, e nel 2005 hanno fondato, a Scicli, il Museo del Costume. Attualmente sono impegnati in una ricerca sulla vita civile e religiosa nel Val di Noto, tra XVII e XIX secolo.

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