Attualità Comiso

40 operatori della RSA di Comiso senza lavoro a partire dal 2 luglio

Si tratta dei lavoratori della coop. Medicare che avevano in appalto il servizio alla RSA.

Comiso – Circa 40 lavoratori che prestavano servizio alla RSA di Comiso resteranno ufficialmente senza lavoro a partire da lunedì 2 luglio. La notizia è arrivata oggi: 40 operatori fra personale OSS, OSA, infermieri, estetisti, parrucchieri, operatori e fisioterapisti, tutti facenti parte della cooperativa Medicare e che prestavano servizio alla RSA dell’Asp (Residenza Sanitaria assistenziale), non potranno più lavorare in quanto il servizio non è stato loro rinnovato e al momento non è prevista nessuna gara d’appalto.

Per tre anni (più due anni di proroga), la cooperativa Medicare ha avuto il servizio esternalizzato della RSA, mettendo in queste residente delle professionalità che si sono occupate dell’assistenza di 38 pazienti (all’interno della struttura sono presenti 20 stanze) con particolari esigenze riabilitative e di degenza. Da lunedì, questi lavoratori dovranno trovare altro da fare. L’Asp, infatti, al momento non ha indetto nessuna gara d’appalto e il servizio, molto probabilmente, sarà internalizzato, vale a dire che vi lavoreranno professionalità mandate direttamente dall’Azienda Sanitaria. Avrà l’Asp sufficienti operatori a coprire le RSA di tutta la provincia? C’è chi sostiene di no, ma ciò sarà possibile appurarlo solo fra qualche mese, per capire se a risentirne saranno i pazienti.

Si è appreso anche che la cooperativa Medicare aveva effettuato e vinto un ricorso al TAR a febbraio 2018 contro l’Asp circa un bando di gara emesso dall’Asp stessa a dicembre 2017 in cui si chiedeva che venissero aumentate le unità lavorative ma con la stessa base economica. Tale bando era stato oggetto di ricorso e alla fine era stato vinto dalla cooperativa. Inoltre, fra le parti ci sarebbe stato un incontro a maggio: secondo l’Asp, infatti, il servizio offerto sarebbe stato troppo caro, mentre secondo la Medicare rientrava nei parametri dettate dalle tabelle ministeriali. Tale incontro, non avrebbe portato a nessun risultato e la situazione era rimasta in stallo. Oggi, per i lavoratori, all’orizzonte non vi è nessuna proroga e nessun bando. E, probabilmente, nessuna soluzione.