Economia Scicli

Scicli, ma quanto mi costi? Si può mangiare solo la pizza

Siamo sicuri che sia pronta ad essere una città turistica?

Scicli – Andare a fare una passeggiata a Scicli è sempre un enorme piacere: la luce, le basole, quel fascino sospeso fra antico e moderno, ne hanno fatto sicuramente una delle città più interessanti, dal punto di vista architettonico e artistico, di tutta la Sicilia Orientale. Spiace però dire che tale splendore non è all’altezza, in generale, dell’offerta gastronomica e per un semplice motivo: il rapporto qualità-prezzo non è adeguato.

Per quale arcano motivo a Scicli i ristoranti sono quasi tutti estremamente cari e le porzioni proposte non sono assolutamente adeguate? Ciò che vogliamo dire è questo: se un piatto di pasta lo si paga come minimo 14 euro, che almeno sia abbondante! Ciò che abbiamo notato è che la spesa minima (parlando sempre in generale) per un antipasto e un primo (o un secondo) è di circa 40 euro a commensale. E ciò, credeteci, non è assolutamente in linea con i prezzi che vi sono in altre città perché con quella stessa cifra si può tranquillamente andare a mangiare il pesce in altri notissimi e rinomatissimi ristoranti di mare, gustando antipasto, primo e secondo. Insomma, a Scicli al massimo si può mangiare solo una pizza per evitare di essere spennati.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma la qualità della materia prima, però, è d’eccellenza, non si possono fare paragoni. Signori, vi garantiamo che non è così, perché non stiamo parlando di caviale e di tartufi e nemmeno di chef stellati. E’ vero, alcuni ristoranti a Scicli hanno sicuramente proposte di buona qualità, ma non tali da giustificare i prezzi esorbitanti che abbiamo trovato nella maggior parte dei posti. Inoltre, abbiamo appurato che molti ristoranti e molti bar non sono all’altezza di servire aperitivi che, pare, vengano invece proposti solo ed esclusivamente in alcune fasce orarie molto risicate (per fare un esempio, dopo le 20.30 non vengono più serviti, o prima delle 18.00). E allora noi ci chiediamo: ma Scicli, non è una città a vocazione turistica? E non si sa che i turisti vanno in giro tutto il giorno e magari, soprattutto d’estate, hanno voglia di sedersi e gustare un aperitivo anche alle 17.00? Ci sono località turistiche, lo abbiamo appurato personalmente, in cui i ristoranti nemmeno chiudono durante la pausa pranzo e abbiamo appurato che alcuni turisti si sedevano a mangiare anche alle 4 del pomeriggio, se ne avevano voglia.

Tra l’altro, potremmo anche disquisire sulla qualità degli aperitivi che di solito si limitano ad un arancino mignon, una fetta di bresaola, un crostino e due patatine, quando tutto il mondo, ormai, serve aperitivi degni di questo nome, allo stesso prezzo. A questo punto, una domanda sorge spontanea: siete convinti che Scicli voglia diventare una città a vocazione turistica? Perché il turismo ha i suoi vantaggi ma ha anche delle esigenze, come quella di avere buone proposte a prezzi accettabili e a tutte le ore, non solo quando se ne ha voglia. Non è giusto approfittarsi dei poveri viaggiatori, pelarli con prezzi assurdi e porzioni ridicole e magari dire pure che ciò che si propone è la cosa più buona del mondo, perché non è così: basta fare un giro fuori da questa provincia per rendersene conto.

E non è giusto nemmeno penalizzare le persone del posto, i locali, perché nessuna persona sana di mente si siederebbe due volte in un ristorante o in un bar dove magari ha mangiato decentemente, ma ha pagato il tutto in modo sproporzionato. Si è mai pensato al fatto che Montalbano non sarà eterno? Quando l’effetto Montalbano svanirà, che cosa resterà di tutto ciò? I ristoratori sapranno reinventarsi oppure saranno state delle meteore nate e morte giusto il tempo di una moda? Ecco a cosa serve la clientela locale: a evitare che, passata l’euforia, ci si ritrovi nella spiacevole situazione di dover chiudere bottega.