Cronaca Ragusa

Sciopero della fame per Maurizio Ciaculli

Aspettando Godot

Ragusa - Ha iniziato stamani lo sciopero della fame e della sete l’imprenditore agricolo Maurizio Ciaculli, 55 anni di Vittoria, che in passato ha denunciato la vicenda delle melanzane taroccate di una grossa azienda della Grande distribuzione. L’imprenditore si trova davanti alla sede della Prefettura di Ragusa e dopo aver incontrato il rappresentante del governo ha deciso di attuare questa clamorosa protesta contro “l’indifferenza dello Stato nei confronti chi denuncia la criminalità”. Ciaculli aspetta da anni una provvisionale che lo Stato gli dovrebbe dare in quanto vittima di estorsione e di minacce da parte della criminalità organizzata, tra l’altro lo stesso imprenditore ha subito diversi atti intimidatori dopo la sua denuncia contro la Grande distribuzione.

“Dopo 4 anni di denunce - dice Ciaculli - e dopo 3 anni di mezzo di dalla mia istanza ai sensi della legge 44/99 (vittima del racket) ad oggi non ho avuto alcun rimborso. Prima ero vittima della criminalità, ora sono vittima dello Stato”.

La storia di Maurizio Ciaculli comincia nel 2012 ed è stato lui a raccontarla, oltre che ai magistrati anche ai giornali. “Avevo un’azienda di confezionamento di prodotti ortofrutticoli, dove lavoravano circa cento padri di famiglia – ricorda l’imprenditore vittoriese – e nel 2012 sono entrato in un supermercato di Vittoria e, per puro caso, nei banchi ho trovato delle melanzane, secondo me spagnole, avvolte in un imballaggio di cartone non conforme alla normativa e spacciate per prodotto italiano. Mi sono incuriosito, ho sollevato l’imballaggio e ho trovato un grande bollino dove si dichiarava che la melanzana era prodotta dalla mia azienda, col mio numero di global cup, lavorata e commercializzata da una società di Verona. Decisi di denunciare i fatti alla guardia di finanza che sequestrò i prodotti e da allora è iniziata la mia battaglia di legalità contro le frodi commerciali ma l’unico risultato che ho ottenuto è che sono disoccupato, senza azienda e fra poco senza casa che mi è stata messa all’asta”.

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