Lettere in redazione Vittoria

La diaconia valdese dismette l'assistenza anziani per occuparsi di migranti

Riceviamo e pubblichiamo

Vittoria - La Cgil di Ragusa e la FP Cgil non condividono e rigettano la decisione della Diaconia Valdese CSD di Vittoria di procedere ai licenziamenti delle lavoratrici e dei lavoratori che si occupano del servizio di assistenza agli anziani.
La Diaconia Valdese il 22 febbraio 18 ha comunicato alla suddetta O.S. l’intenzione di procedere a 12 licenziamenti motivandoli con la necessità di dismettere un settore (l’assistenza agli anziani) e occuparsi esclusivamente dell’accoglienza dei migranti.
La Cgil non ci sta! Da subito ha contestato la decisione di procedere, in modo repentino e - a nostro parere- non rispettoso degli anziani, alla chiusura del servizio di assistenza agli anziani e alla conseguente decisione di procedere ai licenziamenti, e abbiamo portato al tavolo della trattativa soluzioni alternative per la tutela di tutti i posti di lavori.

Ci saremmo aspettati nei confronti del proprio personale un atteggiamento più umano, meno distaccato perché in questi anni abbiamo positivamente concluso diverse trattative nel rispetto reciproco dei ruoli e nell’interesse del Personale e dei servizi resi, poi perché avvertiamo in questi ultimi approcci, terminati con un arroccamento della posizione datoriale, una netta contraddizione rispetto ai principi ispiratori della Diaconia Valdese.
L’attuale Amministrazione della Diaconia Valdese, conosce benissimo il contesto difficile del mondo del lavoro nel nostro territorio, specie per chi è avanti negli anni, come coloro che sono stati al servizio nella struttura per più di venti anni e quindi fuori da ogni ciclo produttivo.

Considerando da sempre positivo, il fatto che la Diaconia Valdese di Vittoria si occupasse anche dell’accoglienza dei migranti, (sia per il concetto di accoglienza in sé come soluzione nei confronti dei più deboli, sia perché una delle possibili soluzioni alla crisi economica dell’ente perché -come dichiarato dalla Casa-  “ha consentito e consentirebbe di mantenere e incrementare la pianta organica”) abbiamo sempre ribadito, da un lato, la necessità che i due servizi (accoglienza e assistenza) potessero coesistere in modo da garantire la sussistenza della casa e il ricollocamento degli esuberi ma dall’altro contestando il modello “dell’accoglienza diffusa” dei migranti perché prevede una gestione autonoma dei servizi di pulizia, lavanderia e ristorazione, un modello non confacente alle reali esigenze dei migranti molti dei quali non autosufficienti.

Mantenendo i due servizi, una parte delle lavoratrici e dei lavoratori in esubero avrebbe potuto occuparsi ancora degli anziani, mentre la restante parte, attraverso corsi di riqualificazione, avrebbe potuto essere ricollocata nei servizi di accoglienza; il tutto all’interno di un accordo che avrebbe garantito sia gli accolti ma anche gli operatori, cercando, come ultima soluzione, di avviare percorsi di prepensionamento incentivati, visto l’età di alcune operatrici difficilmente ricollocabili nel mercato del lavoro.
Tutto questo è stato vano perché, la Diaconia Valdese, senza alcun accordo che indicasse principi oggettivi, unilaterale, ha deciso di procedere a 7 licenziamenti e ricollocare, “a chiamata diretta” i restanti lavoratori, demansionandoli o assumendoli part-time.

Conclusosi negativamente il confronto sindacale, la trattativa si è spostata presso l’Ufficio del Lavoro di Ragusa.
In sede istituzionale abbiamo ribadito le nostre soluzioni (no ai licenziamenti, ricollocazione di tutti gli esuberi e incentivo all’esodo) e contestato il tipo di accoglienza dei migranti (la c.d. accoglienza diffusa).
A nostro parere i due argomenti sono strettamente legati e una soluzione condivisa della vertenza, garantirebbe un maggiore rispetto dei diritti sia dei lavoratori che dei migranti.
Per tali motivazioni saranno attivate tutte le forme di lotta atte alla salvaguardia degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

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