Economia Tecnologie

Il telefonino ci racconterà la storia del vino che beviamo

Basta avvicinare il telefonino al Qr Code sull'etichetta, e si viene informati su dove le uve sono state coltivate, sui lieviti utilizzati ed i trattamenti fitofarmaci e agricoli

Roma - La tecnologia si chima Blockchain, uno strumento che potrà far diventare la filiera alimentare completamente tracciabile, identificando ogni singolo prodotto a scaffale con un codice univoco a cui associare qualsiasi informazione che però non è più modificabile.

La prima della distribuzione moderna a crederci è Carrefour Italia che da settembre avvia una operazione trasparenza con la filiera del pollo allevato all'aperto e senza antibiotici, a seguire quella degli agrumi; altre filiere si aggiungeranno nel 2019. Dall'autunno il consumatore potrà fare acquisti più consapevoli presso questa insegna della Gdo accedendo a informazioni attraverso un Qr code su 29 allevamenti, 2 mangimifici e 1 macello.

In Italia, all’ultimo Vinitaly un vino biologico siciliano di Casa Girelli ha mostrato come un enoappassionato possa, avvicinando il proprio smartphone al Qr Code presente sull'etichetta, conoscere il campo dove le uve sono state coltivate, i lieviti utilizzati, i trattamenti fitofarmaci e agricoli effettuati con tutti i passaggi e i metodi produttivi, dalla vigna alla cantina. A Roma, Antonello Colonna è stato il primo chef a certificare con blockchain una ricetta, la sua panzanella. Per Andrea Tortorella, ceo di Consulcesi Tech e autore del libro «Cripto-Svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietro» questa tecnologia «salverà il made in Italy e la nostra salute dalle contraffazioni».

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