Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte, dichiarato lo stato di calamità per emergenza idrica

L'amministrazione sta valutando di togliere il servizio autobotti e di istituire, invece, dei punti di raccolta nelle zone non inquinate.

Chiaramonte Gulfi - Con delibera n. 105 del 23 luglio, il Comune di Chiaramonte dichiara lo stato di calamità per emergenza igienico-sanitaria. Stiamo parlando dell’emergenza “acqua non potabile” emergenza che, fino ad oggi, non è stata completamente risolta. Come si ricorderà, l’emergenza idrica a Chiaramonte è scoppiata in seguito ad alcune segnalazioni dei residenti di via Fonderia effettuate nel mese di aprile 2018.

In seguito a quella prima segnalazione sono state emanate diverse ordinanze da parte del sindaco in cui, progressivamente, è stato vietato l’uso dell’acqua per alcuni fini igienici e per usi alimentari. Recentemente, in un quartiere di Chiaramonte (zona San Giovanni), l’acqua è tornata fruibile normalmente. Nel resto della cittadina, invece, le ordinanze sono ancora in essere. Gli operai e una ditta esterna incaricata hanno scandagliato la rete idrica, trovando alcune perdite (alcune delle quali anche consistenti) ma evidentemente, fino ad oggi, non è stato risolto il problema della commistione fra rete idrica comunale e rete fognaria.

Secondo quanto si legge in questa delibera di giunta, i lavori fino ad oggi sarebbero costati circa “200 mila euro, di cui circa 30.500 al momento effettivamente liquidate a titolo di acconto per servizi resi e circa 43 mila di prossima liquidazione per fatture emesse”. Nella delibera, si legge che le perdite riscontrate sono state riparate e sono anche state sostituite le saracinesche non funzionanti. Inoltre, si legge che: “La risoluzione definitiva dell’emergenza consiste nell’esecuzione di radicali interventi di rifacimento del sistema idrico e fognario esistente con particolare riferimento alle condotte che collegano le utenze private alla rete pubblica principale”.

Poi, si aggiunge: “non si effettueranno ulteriori interventi manutentivi in regime di somma urgenza”. Inoltre, visto che il capitolo preposto nel bilancio 2018 è di 250 mila euro e 200 mila sono già stati spesi, l’amministrazione vuole “Valutare l’opportunità di cessare la distribuzione di acqua potabile con le autobotti e ogni altra attività che comporti spesa, prevedendo possibilmente solo alcuni punti di distribuzione pubblici da realizzare in quella parte di rete non soggetta al fenomeno dell’inquinamento”.

E l’unico punto che al momento non è soggetto al fenomeno dell’inquinamento, è la zona di San Giovanni e nelle zone rurali. Nella delibera, si legge che le risorse debbano essere reperite tramite la protezione civile regionale “deputata ad affrontare situazioni emergenziali”. Per questi motivi, visto che fin’ora, nonostante le somme spese, non si è stati in grado di risolvere il problema, si è deciso di dichiarare lo stato di calamità.