Economia Made in Sicily

Parmalat, in Sicilia nuovi investimenti per sei milioni di euro

7000 persone lavorano nell'indotto

Ragusa - Parmalat fa nuovi in Sicilia per sei milioni di euro, con possibili nuove assunzioni. Il colosso italiano del latte continua a scommettere sulla Sicilia. Presenti nell'Isola da oltre 60 anni con “Sole”, uno dei nostri marchi “gioiello” in Italia, il latte viene acquisito esclusivamente da produttori siciliani e la lavorazione è tutta siciliana: avviene in due stabilimenti, entrambi certificati ISO 9000, uno a Ragusa, specializzato nella produzione dei derivati lattiero-caseari (mozzarelle, ricotte, scamorze), e l’altro a Catania, specializzato nella produzione di latte fresco e UHT e panna.

Parmalat in Sicilia produce circa 80 milioni di litri di latte e circa 4000 tonnellate di formaggi (dati 2017). Secondo quanto rilevato dallo studio effettuato da Sda Bocconi, Parmalat incide per lo 0,098% sul Pil italiano, ma in alcune regioni, tra cui la Sicilia, l’incidenza sul Pil regionale è superiore rispetto alla media nazionale. Ecco perché la Sicilia ha una rilevanza strategica importante per Parmalat che è anche il principale acquirente di latte siciliano, acquistando circa il 50% di quello prodotto sull'isola e dell’80% di quello prodotto nelle sole provincie di Ragusa e Siracusa.

Dal 2011 Parmalat ha aumentato i volumi di raccolta in Sicilia, passando da circa 60 a oltre 90 milioni di litri raccolti nel 2017, incrementando così le produzioni effettuate con latte siciliano negli stabilimenti di Catania e Ragusa. Nello stabilimento di Catania saranno fatti investimenti per circa 6 milioni di euro in tre anni. 

Nel caso di “Sole”, il latte viene acquisito da produttori siciliani sia attraverso la raccolta diretta (160 produttori circa) sia tramite quattro grosse cooperative locali (che contano circa 400 produttori). 

Parmalat in Sicilia ha oltre 100 dipendenti diretti distribuiti nei due stabilimenti produttivi di Ragusa e Catania, che arrivano a circa 230 persone includendo anche gli occupati indiretti. Si stima che l’indotto occupazionale generato sulla regione sia di circa 7.000 persone.