Attualità Vittoria

Mafia a Vittoria, è l'ora dei veleni

La fiera difesa di Nicosia, la soddisfazione di Aiello

Vittoria - Il Comune di Vittoria è stato sciolto per mafia. Ed è il momento della resa dei conti fra i politici che in questi decenni hanno occupato la scena del potere. "E’ un provvedimento che ritengo necessario, che è stato faticoso, difficile, che vede anche un’iniziativa parallela della magistratura, attività diverse ma che si calano nel contesto vittoriese”. Così l’ex sindaco di Vittoria, Francesco Aiello. "Da un lato c’è l’indagine della magistratura che ha portato alle note vicende degli arresti, degli avvisi di garanzia, del rinvio a giudizio e dall’altro lato c’è l’intervento del Ministero degli Interni che hanno portato allo scioglimento”. “C’era un candidato che parlava di inquinamento mafioso del territorio e chi diceva che coloro i quali parlano di mafia infangano la città di Vittoria. A mio avviso bastava solo questo per avviare il provvedimento di scioglimento. Adesso fanno le vittime ma di cosa?”. 

Il deputato regionale di centrodestra Giorgio assenza: “La decisione, da parte del Governo nazionale, di sciogliere il Consiglio comunale di Vittoria mi amareggia parecchio. Per le ricadute negative sull’immagine e sull’economia della città; per il discredito di cui l’intera comunità, in gran parte notoriamente sana e laboriosa, sarà vittima; per le conseguenze nefaste che pagheranno i cittadini. Vittoria non merita tutto ciò e l’attuale amministrazione comunale paga colpe certamente non sue. Ulteriore amarezza provo nel constatare la gioia di taluni alla notizia dello scioglimento. Quando la partigianeria politica travalica gli interessi generali e l’attaccamento alla propria città, la sconfitta è della democrazia. Ci sentiamo vicini alla città di Vittoria, alle sue forze sane e produttive, certi che sapranno risollevarsi riprendendo presto il cammino di crescita civile, economica e sociale”.

E interviene anche la Tekra, la ditta che ha avuto in appalto i rifiuti: "In merito alle notizie apparse sugli organi di informazione relative alle decisione di scioglimento del Comune di Vittoria da parte del CdM, la Tekra srl sottolinea il proprio sconcerto per le pesanti inesattezze nelle informazioni diffuse, che ledono in maniera gravissima l'immagine aziendale.

Si precisa quanto segue:
" Tekra srl non è mai stata interessata da alcun provvedimento di interdittiva antimafia e non è mai stata coinvolta in alcun procedimento relativo al Comune di Vittoria.
" A tal proposito, si intende sottolineare che l'azienda è in possesso del rating di legalità, rilasciato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) in accordo con i Ministeri degli Interni e della Giustizia, che riconosce premialità alle aziende che operano secondo i principi della legalità, della trasparenza e della responsabilità sociale.
" Nel 2016, all'epoca dei fatti, Tekra ha abbandonato dopo pochi mesi il lavoro affidatole, perché economicamente non sostenibile. Per tale ragione, sono in corso contenziosi con richieste di risarcimento danni da parte di Tekra verso il Comune, presso i tribunali competenti.
" All'epoca dei fatti, l'amministratore Balestrieri fu ascoltato dal Gico, su richiesta del proprio avvocato Curcuraci, in qualità di persona informata dei fatti relativi ad assunzioni ex art. 6 ccnl Fise dei dipendenti del cantiere di Vittoria.
" La diffusione di notizie inesatte lede in maniera gravissima l'immagine dell'azienda, impegnata in prima linea nel difficile settore della raccolta dei rifiuti, con più di 20 Comuni serviti in Italia ed oltre 1000 dipendenti.

L'azienda si ritiene parte offesa e si riserva di agire in ogni sede preposta al fine di tutelare la propria immagine".

Infine, l'ex sindaco Pippo Nicosia, coinvolto insieme al fratello Fabio nell'inchiesta Exit Poll: "Il provvedimento che ha colpito la città di Vittoria? Somma ingiustizia e abuso infondato»". 
"Alla fine si è concretizzata quella che sin dall’inizio è apparsa come la cronaca di una morte annunciata. Un provvedimento che si attendeva e che purtroppo non meraviglia, considerate le forze e le prepotenze che si sono saldate per realizzarlo, ma che amareggia nonostante fosse ormai da tempo annunciato, per la grave ingiustizia che viene perpetrata nei confronti di una città che meriterebbe aiuti ed attenzioni istituzionali e continua ad essere invece colpita e avversata. Un provvedimento talmente, infondato, iniquo, ed immeritato da risultare però ancora più infamante per quanti lo hanno commissionato, confezionato e realizzato". "Possiamo dire a fronte alta e senza tema di smentite che, al contrario di ciò che è stato politicamente deciso da questo governo, io e le decine di amministratori e funzionari che hanno collaborato con me abbiamo operato all’insegna della legalità e siamo stati il principale presidio ed argine contro la criminalità e siamo stati i principali collaboratori ed estimatori delle forze dell’ordine. E non esiste un atto amministrativo che possa dirsi sfiorato dalla criminalità. E non vi è mai stata alcuna corruzione né politica, né elettorale, né economica".

Maria Rita Schembari, sindaco di Comiso: Solidale con Moscato

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"La notizia dell scioglimento del consiglio comunale di vittoria e della decadenza degli organismi eletti ci riempie di dolore. Vicende come queste costituiscono un "vulnus" per la democrazia, penalizzano una comunità privata all'improvviso della possibilità di condurre la vita sociale, politica e amministrativa in maniera autonoma. Questo è purtroppo talvolta inevitabile e non spetta a noi il compito di valutare scelte come queste che sono di competenza di altri organismi.
Il periodo che seguirà sarà di grande difficoltà per la città a noi più vicina, sia da un punto di vista geografico che sociale e culturale.
Il nostro impegno sarà quello di essere vicini alla città di Vittoria e ai suoi residenti auspicando che questo periodo - che sarà di riflessione e di ricostruzione sociale e politica - sia vissuta, pur nella difficoltà, nel migliore dei modi e possa essere "occasione" per rinsaldare le fondamenta della democrazia e ricostruire il tessuto sociale e politico della città, per crescere nella legalità isolando le sacche di malaffare che rischiano di invadere gli spazi della democrazia.
Al sindaco Giovanni Moscato, alla sua giunta, al consiglio comunale, a tutti i gruppi consiliari la solidarietà e la vicinanza mia personale e della città che rappresento".
 

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