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Minestra di tenerezze? La versione marinara dello chef Luca Cannizzaro

Non solo crudi e marinati
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Modica - La Sirenetta non è solo un ristorante dove assaggiare ottimi antipasti a base di pesce, principalmente marinati o crudi. Il piatto denominato “Acquario”, ultima creazione dello chef Luca Cannizzaro, è solo un esempio di come l’estro gastronomico dello chef si possa coniugare ad una raro gioco di consistenze e di sapori. Ma per chi non ama i crudi di mare, lo chef propone antipasti caldi altrettanto interessanti, tali da mettere d’accordo anche i palati più esigenti. Se amate la cucina tradizionale marinara, con un tocco di classe e un pizzico di originalità, non perdetevi allora le “Polpette di pesce spada su crema di tenerezze, stracciatella di bufala e pomodoro datterino confit”. Alla vista, è un piatto che ti conquista subito per il contrasto di colori, creato dal giallo paglierino delle polpette di pesce e dal verde acceso della crema di tenerezze, sul fondo, mitigato dalla stracciatella di bufala e dal tocco di rosso del datterino confit.

All’assaggio è come se tutti i ricordi di una terra riuscissero ad attraversare magicamente il tempo e a ritornare prepotenti in un boccone. “Il piatto si ispira alla minestra di tenerezze della nostra infanzia”, ci spiega lo chef Luca Cannizzaro. In siciliano chiamati semplicemente “tinniruma”, come molti sapranno stiamo parlando dei germogli, appunto, tenerissimi ma anche delle foglie, dei gambi e dei tralci delle zucchine lunghe e verdi tipiche dell’Isola, un rampicante che fiorisce in estate, le cui foglie al tatto sembrano di tessuto vellutato.

La minestra di tenerezze è un piatto povero della tradizione contadina iblea, fatta con le verdure in brodo e passata di pomodoro, accompagnata da formaggio grattugiato, di solito ragusano. Il piatto proposto dallo chef Cannizzaro è una versione di quella stessa minestra tipicamente estiva, rivisitata in chiave marinara: la crema di tenerezze sul fondo, la stracciatella di bufala a ricordare il “formaggio” e il pomodorino confit per non dimenticare che il brodo veniva servito con l’aggiunta della passata di pomodoro.

La sapidità delle polpette di pesce spada si sposa perfettamente con la dolcezza delle tenerezze. La stracciatella, dona dolcezza al pomodorino confit, di per sé leggermente acido. Un piatto che possiede appena quattro elementi, talmente ben congegnati, da regalare al palato una sensazione unica, un misto di antico e moderno perfettamente riuscito e un ricordo di quel passato culinario, non troppo lontano, a cui tutti dobbiamo ancora tanto.

Foto: Davide Modesto