Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte: l'assordante silenzio sulla questione idrica

A nessuno interessa?

Chiaramonte Gulfi - Un paio di sere fa si è svolto presso i giardini comunali di Chiaramonte Gulfi un dibattito fra il consigliere Mario Cutello, il sindaco di Chiaramonte Sebastiano Gurrieri e l’ingegnere della Mecogest, la ditta che attualmente si occupa della raccolta differenziata, Salvatore Samà. Ve lo diciamo subito: non vi racconteremo il dibattito, non vi diremo chi secondo noi è il vincitore morale (non esistono, in questo caso, vincitori, quindi è inutile perdere tempo su questa cosa) e non entreremo nemmeno più di tanto nel merito di ciò che si è dibattuto e vi spieghiamo il perché: non è attualmente questo, infatti, il problema che affligge la città di Chiaramonte. Non ci interessa, insomma, fare mera cronaca di ciò che è successo l’altra sera perché esistono su facebook i video integrali del dibattito e quindi liberamente, ognuno, può attingere alla fonte e farsi un’opinione. 

Ci siamo posti questa domanda, durante questi due giorni di riflessione: se il dibattito è disponibile ed è visionabile da chiunque, e ognuno può essere più o meno a favore dell’una piuttosto che dell’altra parte, a che cosa può servire il racconto giornalistico? Forse lo si dimentica troppo spesso, in quest’era di grande velocità e di notizie cotte e mangiate. Il giornalismo, anche nel nostro piccolo, serve alla riflessione e all’interpretazione. Chi ha detto che i giornalisti debbano solo occuparsi di meri fatti, ha detto una sciocchezza: il giornalista può e deve dare opinioni, se lo ritiene opportuno. Che piaccia oppure no. Ma torniamo al dibattito. La questione affrontata riguardava la percentuale fornita in una serata pubblica dalla ditta Mecogest, circa un primato della città di Chiaramonte sulla raccolta differenziata (75,77%) in appena un mese di servizio. Il consigliere Cutello, invece, sostiene che mancherebbero all’appello circa 200 tonnellate di spazzatura e si rifà allo storico della città fino al mese prima che iniziasse la differenziata. Ma l’ingegnere della Mecogest ribatte che la pesata dei rifiuti è quella, ed è fatta da un organo terzo, e che l’aver tolto i cassonetti sin dal primo momento avrebbe impedito anche alle città limitrofe lo scarico indiscriminato di rifiuti.

Un intero dibattito su questa vicenda. Prima di proseguire, una parola sull’ingegnere della Mecogest, visto che lui stesso si è prestato al dibattito. I tecnici, devono fare i tecnici, fornire dati scientifici e non dare opinioni. L’ingegnere Samà, invece, si è comportato come un politico navigato, ha dato giudizi personali e politici e ha concluso la sua relazione con una slide in cui pontificava sul ruolo della politica. Sinceramente, è stata la prima volta in cui abbiamo visto un tecnico comportarsi in quel modo. Forse è normale, forse no. A noi sembra di no.
Chi ha torto? Chi ha ragione? Signori, con tutto il rispetto, non è questo il problema principale di Chiaramonte. Da un lato, infatti, bisognerebbe sottolineare come si stia parlando di un dato parzialissimo, visto che è conteggiato solo su 19 giorni di differenziata.

E quando mai le statistiche si fanno su 19 giorni di servizio? Come minimo, bisognerebbe aspettare 3 mesi e poi tirare le somme. D’altro canto, la pesata della spazzatura è quella e se sono “sparite” 200 tonnellate di rifiuti, prima o poi torneranno a farsi vivi. Perché i rifiuti puzzano. Ma la domanda delle domande è: perché tutta questa fretta di affrontare una questione che ancora è sostanzialmente allo stato embrionale? I dati sono troppo parziali e i ragionamenti, seppur affascinanti, restano solo ragionamenti. Le accuse sono, dunque, da una parte di malafede nei confronti di Cutello e dall’altra di gettare fumo negli occhi, per quanto riguarda l’amministrazione. Ci chiediamo e facciamo notare, con umiltà, se era veramente necessario “sprecare” un dibattito pubblico per una questione così tecnica (questione che poteva essere dibattuta ad esempio in consiglio comunale), invece di organizzare un pubblico confronto sull’unica questione che al momento interessa i chiaramontani: la faccenda idrica. Qualcuno ha notato che in 3 mesi (siamo appena entrati nel quarto), nonostante 200 mila euro spesi, la faccenda non è stata risolta e la maggior parte della città non ha ancora la possibilità di usare l’acqua per alcuni fini? Sappiamo già come risponderanno quelli che si sentono di saperla lunga: “noi abbiamo fatto analizzare l’acqua per conto nostro, ci hanno detto che è buona”. Signori, non si ragiona così. Semplicemente perché non è un ufficio analisi qualunque che può dirvi se l’acqua è potabile oppure no.

E’ l’Asp e, successivamente, il sindaco, a dirvi se potete usare l’acqua. Se lo fate, nonostante il divieto e le ordinanze ancora in vigore, lo fate a vostro rischio e pericolo, ve ne assumete voi la responsabilità. Quindi, nonostante la notevole cifra spesa, la questione idrica non si è risolta e viene dichiarato lo stato di calamità, nella speranza di ottenere qualche finanziamento e sistemare l’intera rete idrica. Tutto questo, naturalmente, nonostante le dichiarazioni di rassicurazione del sindaco a mezzo stampa e tramite anche la sua bacheca facebook. Insomma, nonostante tutto, è stato fatto un buco nell’acqua, permetteteci di ironizzare. Tra l’altro, non si sono mai riusciti ad avere i documenti sulle prime analisi effettuate nel mese di aprile, nonostante Cutello e i consiglieri li avessero chiesti agli uffici competenti.

E’ stato inscenato, in quell’occasione, un ridicolo scarica barile fra gli uffici. Si sono persi quei documenti? Qualcuno sa dirci cosa c’era nell’acqua? Questo, non sarebbe stato un argomento interessante da affrontare in un pubblico dibattito? Sappiamo quanto sia difficile e penosa la situazione degli enti comunali ma tranquilli: a Chiaramonte, non abbiamo soldi per l’emergenza idrica e per risolverla dobbiamo aspettare i finanziamenti, ma 100 mila euro per eventi che dureranno solo un mese, si trovano sotto il materasso della nonna. Pane et circensem.
Inoltre, il sindaco ha annunciato quella sera che non si presterà più ad alcun dibattito pubblico invitato da Cutello. Probabilmente, quindi, di acqua non si parlerà in dibattiti pubblici, anche esistono sempre i consigli comunali e lì non ci si può sottrarre.