Attualità Santo Stefano Quisquina (Agrigento)

Se un pastore costruisce un teatro

Lorenzo Reina, pastore, con la passione dell' architettura

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Santo Stefano Quisquina (Agrigento) - Lorenzo Reina, professione pastore. E' stato invitato a partecipare alla XVI edizione della Biennale internazionale di Architettura. 

A Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, Lorenzo (licenza media presa a 18 anni) ha costruito un teatro di pietra en plain air con una visuale mozzafiato su una vallata scoscesa; un parco ricco di opere d'arte. Lì sta sorgendo anche un teatro al chiuso per le rappresentazioni in inverno, quando a mille metri di altezza sul livello del mare c'è molto freddo all'aperto.

Il suo teatro è un unicum architettonico ed è stato scelto ed è in esposizione tra i sessanta progetti a tema "Arcipelago Italia" al Padiglione Italia curato da Mario Cucinella, fino al 25 novembre. Trent'anni fa quando era in giro per portare al pascolo il suo gregge di pecore nel suo appezzamento di terra e arrivò in questo belvedere naturale e vide le sue pecore disposte in modo sparso ma tutte rapite dalla bellezza della visuale, un momento ascetico di comunione assoluta con la natura e, perché no, anche con Dio.

Quel giorno immaginò un teatro dedicato alla costellazione di Andromeda proprio in quel punto che regala tramonti, notti stellate e panorami incredibili.

La svolta epocale della vita di Reina avvenne al capezzale del padre quando promise di non disperdere la tradizione pastorizia di famiglia. Lo scultore ed il pastore potevano convivere in simbiosi: entrambi ricevono energia e vita dalla natura che rimane la fonte di ispirazione di Reina. Così nasce la fattoria dell'arte Rocca Reina

L’azienda Rocca Reina, sulle colline di Santo Stefano, è annunciata da una piccola stele che reca in cima la scultura bronzea del padre. Una fattoria che è laboratorio di pastorizia e d’arte. Su un'altura, il museo, una torre ottagonale che accoglie le sue opere più intime e che è essa stessa opera d’arte. L’architettura rimanda ai valori simbolici dell’otto, come il numero dei pianeti o dell’infinito, quando è orizzontale, come a voler proiettare le sue opere oltre la vita.

Al teatro arrivano turisti da tutto il mondo, anche siciliani migrati all'estero, alcuni per assistere alle rappresentazioni o alle serate in programma al teatro. Ma con l'esposizione a Venezia i turisti sono più che raddoppiati, arrivando a 700 visite in un mese. Qui le asine e le pecore convivono con le opere della fattoria dell’arte visitate ogni anno da scolaresche e incantati turisti in quest’angolo antico della Sicilia.

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