Economia Turismo

Turismo a Ragusa: la teoria del tutto e subito e il calo di presenze

Analisi di un fenomeno che sta mostrando dei limiti preoccupanti.

Ragusa - I dati sul turismo in provincia di Ragusa sono quelli che sono: meno il 30% di presenze rispetto al 2017, quando si era registrata una pari percentuale di calo rispetto al 2016. Sui dati, però, è doveroso un ragionamento, altrimenti le statistiche non ha neanche senso farle. E per ragionare come si deve ci si deve spogliare, innanzitutto, della propria presunzione. Perché solo chi capisce di aver sbagliato qualcosa può cominciare a migliorare. Lo spunto per questa riflessione, però, non ci viene solo dai dati sul turismo nell’isola, ma anche da un’analisi effettuata ieri dal Corriere della Sera sul fenomeno Gallipoli, definita la “Ibiza Italiana”. Il Corriere della Sera mette in evidenza come il mese di luglio, per la cittadina pugliese, sia da dimenticare: meno il 60% di presenze.

A cosa è dovuto questo calo così preponderante? Secondo gli analisti, all’idea del “tutto e subito”: “Pur di cavalcare l’onda del successo, «imprenditori» turistici improvvisati hanno dimostrato di essere disposti a tutto. E non è vero che accade o è accaduto solo a Gallipoli”. Vi ricorda qualcosa? E se applicassimo, con le dovute eccezioni, la teoria del tutto e subito anche al ragusano, la trovereste appropriata? Qualche tempo fa, abbiamo pubblicato un articolo su questo giornale in cui evidenziavamo come la cittadina di Scicli sia eccessivamente cara, dal punto di vista dell’offerta gastronomica, rispetto al buon rapporto qualità-prezzo. (https://www.ragusanews.com/2018/07/02/economia/scicli-quanto-costi-mangiare-solo-pizza/9010).

Apriti cielo. Invece di accettare e meditare su una critica fatta in modo costruttivo, siamo stati accusati di “rovinare l’economia di un territorio”. Signori, ci sopravvalutate. Non sono certo i giornalisti a rovinare le economie dei territori solo perché dicono che il re è nudo. Ma Scicli, non è certo un caso isolato. Casi simili si verificano in molte altre località turistiche, come ad esempio a Marina di Modica dove ci hanno segnalato un panino con petto di pollo 11 euro e cene a prezzi esorbitanti. (https://www.ragusanews.com/2018/08/02/lettere-in-redazione/marina-modica-quanto-cara/91014).

Vogliamo parlare di Punta Secca, la famosa spiaggia di Montalbano? A parte il caro ristoranti, ci segnalano che per parcheggiare l’auto nei pressi del parcheggio privato (con autorizzazione comunale) di viale Mediterraneo, la tariffa è 3.50 euro al giorno. A prescindere che uno voglia starci tutta la giornata o due ore. Inoltre, ci hanno segnalato, sempre a Punta Secca, che i parcheggi riservati ai residenti sono praticamente identici a quelli liberi (hanno entrambi le strisce bianche). Molti, non sapendo di questo, hanno inavvertitamente parcheggiato l’auto in quelli riservati ai residenti. Il risultato è che molti si sono visti portar via l’auto con il carro attrezzi. Fare magari il parcheggio riservato ai residenti (sacrosanto), con una striscia di colore diverso? Insomma, nella terra di Montalbano non è facile parcheggiare l’auto. Ma ritorniamo alla teoria del tutto e subito: che il ragusano abbia preteso una crescita turistica esponenziale senza aver affinato prima le proprie capacità imprenditoriali? Secondo il nostro giudizio prudente, il problema è proprio questo.

Parliamo, ad esempio, di territori e collegamenti. E’ molto difficile, per un turista, spostarsi senza avere noleggiato un’auto. Quasi assenti gli autobus, anche interurbani (magari che colleghino tutte le città della provincia, o almeno le più importanti del val di Noto) o i treni. E’ giusto che un turista debba necessariamente noleggiare un’auto all’aeroporto per tutto il periodo delle sue vacanze se vuole spostarsi da un posto all’altro? Non costa certo poco noleggiare un’auto per una settimana. E visto che siamo in tema di collegamenti, parliamo di strade. Il fatto che quasi tutte le strade provinciali siano ridotte ad un colabrodo, salvo veramente rarissime eccezioni, non fa più neanche notizia. E’ indegno per chiunque viaggiare su strade da far pietà, asfaltate chissà come, che ricordano le mulattiere. Allora, prima di parlare di turismo a qualsiasi titolo, iniziato a parlare di collegamenti facili e di strade dignitose.

Non entreremo nel discorso dell’aeroporto di Comiso e della sua occasione mancata. La questione è nota a tutti, i collegamenti sono talmente scarsi da non fare praticamente numero. Parliamo di albergatori e di alberghi: ci hanno segnalato di come in alcune località turistiche balneari della provincia, taluni proprietari di B&B siano particolarmente attenti al risparmio e vietino ai propri ospiti di accendere il condizionatore di notte, nonostante le camere costino almeno 50-60 euro. E’ normale? Ce lo chiediamo, magari lo è. Secondo noi no. E la cortesia dovrebbe comunque sempre essere inclusa nel prezzo.

E parliamo anche di servizi: tolti gli alberghi di eccellenza e qualche agriturismo veramente ben tenuto, la maggior parte delle strutture alberghiere sono inadeguate rispetto allo standard nazionale ed europeo, nonostante il prezzo sia sostanzialmente lo stesso. Per quale motivo, allora, un turista dovrebbe scegliere la provincia di Ragusa piuttosto che la Grecia, la Spagna o il Portogallo, se può avere il medesimo servizio ad una qualità migliore e a un prezzo più equo?
Un vecchio detto diceva “chi si loda s’imbroda”. Forse, ci siamo lodati troppo presto, e abbiamo fatto affidamento su un turismo fin troppo effimero: una fiction televisiva. E’ meglio iniziare a lavorare seriamente perché il tempo delle vacche grasse è finito.

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