Attualità Arte?

Sesso con le piante, l'ultima frontiera di un'arte che non capiamo

Installazione a Palermo dell'artista cinese Zheng Bo

Si chiamerebbe "ecosessualità", cioè l'avere rapporti fisici, sessuali, con le piante. Amare talmente la natura, insomma, fino a consumare rapporti erotici con esseri vegetali. E' questa l'ultima frontiera delle parafilie, evidentemente. A farla conoscere al mondo, un'installazione video dell'artista cinese Zheng Bo dal titolo Pteridophilia, in mostra in questi giorni a Palermo. Il monitor si trova all’interno dell'Orto botanico nell'ambito della manifestazione internazionale d'arte "Manifesta" e mostra su alcuni monitor disposti tra gli alberi scene erotiche tra l'uomo e le piante. Nello specifico, ritrae sette giovani che camminano in una foresta di Taiwan stabilendo un contatto intimo con delle felci: da un rapporto sessuale a una sessione di sesso orale.

Zheng Bo è un artista di Beijing ed è esperto di tematiche sociali ed ecologiche. Lo scopo sarebbe quello di indagare il passato e immaginare il futuro dalle prospettive delle comunità emarginate e delle piante spontanee. Non è nostro compito stigmatizzare e nemmeno ci scandalizziamo più di tanto nel vedere un tizio leccare un germoglio. Non entriamo nel merito neanche del perchè la manifestazione abbia scelto questo artista piuttosto che un altro. Noi non siamo dei bacchettoni che, già su facebook, parlano di "oltraggio al pudore" e pensano subito ai "bambini". Francamente, niente ci scandalizza ormai in questo mondo bizzarro, in cui ognuno è libero di manifestare amore e comunque, al di la di tutto, questo artista ha avuto il merito relativo di far parlare di sé.

Ciò che ci fa riflettere, è proprio questo: per far parlare di sé, un artista (di qualunque genere), deve per forza scandalizzare, fare la cosa più strana, dimostrare che l'amore è sopra ogni cosa e ci si può accoppiare anche con un pino? Va bene, siamo d'accordo col concetto generale ma tutto sommato, non ne riusciamo a comprenderne il senso comunque. Probabilmente, siamo ignoranti noi. Per noi, l'arte resta qualcosa di diverso, forse classico, non un modo per scandalizzare ad ogni costo, soprattutto quando non ce n'è di bisogno. Noi, non siamo artisti e curatori di mostre di professione e ci accontendiamo, forse, della nostra mediocrità, fatta di concetti banali come "bello" e "proporzioni".