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Stasera Sicilian comedi di Ottavio Cappellani

La mafia raccontata dallo scrittore catanese è patinata all'inverosimile

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Santa Croce Camerina - A proposito di mafia e di Sicilia, il dibattito letterario è tradizionalmente potente, a volte però un po' demagogico e flagellante. Ottavio Cappellani, romanziere siciliano di Catania, lo alleggerisce di brutto. I suoi libri parlano di criminalità organizzata ma in chiave umana e con un'ironia travolgente. Stasera a Punta Secca, alle 21. 30 nell'ambito della rassegna Libri d'aMare, presenta il suo ultimo romanzo popolare, trasformato subito in pièce teatrale, andata in scena a Catania lo scorso maggio con un cast eccezionale tra cui Fioretta Mari.

Come in una serie tv, "Sicilian Comedi", edito da Semlibri casa editrice milanese super innovativa, prosegue la saga della commedia popolare "cappelliana", tragica, esagerata e divertente che rievoca "veristicamente" luoghi e persone: una variegata fauna fatta di attori e killer, designer e sciampiste, metrosexual in cerca di identità, di femmine molto femminili, di politicanti e di primedonne in rotta di collisione, che rivela quel narcisismo autorevole, quanto mai attuale, dell'umana razza. Narra della maternità, dell'amore (idea), dell'ambizione. Perché non fa differenza se i protagonisti sono dei boss abbuonati all'agiatezza dai loro traffici per i più svariati interessi. Sempre di drammi umani si tratta. Drammi che manifestano emozioni universali, ambizioni banalizzate e intrecci frequenti.
La mafia raccontata dallo scrittore catanese è patinata all'inverosimile ma sempre col suo debole. L'odore del sangue. E attraverso una scrittura senza filtri. Fatta di parole e di carta ma anche di "carne" che aggiunge altri contenuti e altri punti di vista.

Quando narra del delirio al femminile e della determinazione di Wanda a proteggere sua figlia Betty, questo libro diventa ancora più seducente. L'oggetto dell'amore di Betty è Leonard, il giovane regista della casa di produzione gestita dal mitico Lou Sciortino, il giovane rampollo di una dinastia mafiosa siculo-americana, i cui film servono per riciclare soldi. Ma come succede nelle migliori famiglie di potere o mafiose, Turi Perrotta, detto Riddu Betoniera perché da giovane per fare soldi vi triturava i cadaveri, riesce a far maritare sua figlia Betty con il figlio del suo peggior nemico. Per Betty, però non è una colpa non amarlo. Piuttosto ne fa una forza già dalla prima notte di matrimonio. E lo scandalo è perpetrato. Ed ecco che si parla dell'idea dell'amore come poche volte capita nella vita. Altrimenti, come sostiene Luo Sciortino, è stato solo "un passatempo discretamente piacevole, quasi soddisfacente come un buon film".
"Sciortino" è il protagonista del libro di esordio dell'autore Cappellani che nel 2007 il Reading the World ha inserito tra i 40 titoli più importanti al mondo, tradotti negli Stati Uniti.