Attualità Enogastronomia

E per iniziare, Spaghetto fresco con sugo di canocchia!

Detta anche cicala di mare

Modica - Incontrare uno chef che sappia usare una materia prima freschissima senza manipolarla troppo costituisce, di per sé, un fatto di grande interesse enogastronomico. Se a questo, si aggiunge anche la ricerca di ingredienti non troppo comuni, ma decisamente interessanti, allora l’esperienza diventa davvero indimenticabile. Assaggiare un primo fresco, leggero, invitante e semplicemente delizioso, senza rinunciare alla bontà e alla qualità, è l’ideale per chi vuole condividere un pasto easy, perfetto magari per un pranzo di lavoro, o per chi non vuole appesantirsi troppo la sera senza rinunciare al gusto.

Stiamo parlando di un primo ideato dallo chef Luca Cannizzaro del ristorante La Sirenetta che unisce tutte queste caratteristiche: lo spaghetto fresco con sugo di canocchia. La canocchia, da alcuni conosciuta anche come cicala di mare, è per certi versi, ai gamberetti, diffuso nel Mediterraneo ma che raramente si trova nei nostri ristoranti. Il suo sapore è delicato, dalle sfumature dolci, molto più dolce rispetto agli affini granchi, gamberi, scampi, astice, aragosta.

La cicala di mare ha dimensioni decisamente maggiori rispetto ai comuni gamberi (circa 20 cm) ed è molto più facile da pulire. Il piatto proposto dallo chef Cannizzaro è un piatto che conquista per la sua semplicità: lo spaghetto viene accompagnato da un sugo leggero al pomodoro alla canocchia, e servito con canocchia al crudo. L’aver lasciato la canocchia al crudo, rende il piatto ancora più interessante, dato che la canocchia possiede, di per sé, un sapore molto delicato.

In questo caso, il sapore della cicala di mare non viene coperto dal sugo leggero e il piatto conserva quel tratto tipico dei primi di mare, accompagnato da un leggero sentore di limone. Un piatto ideale per chi non vuole appesantirsi ma, allo stesso tempo, per chi ama i sapori veraci del mare e non vuole rinunciare, per nulla al mondo, alla qualità e al gusto.

Foto Davide Modesto