Attualità Asp Ragusa ed ex Provincia

Le superindennità dei dirigenti? Va tutto ben, madama la Marchesa

Tutti i dirigenti dell'ex Provincia di Ragusa percepiscono un'indennità di risultato di 15 mila euro a testa

Ragusa - Prima di ferragosto abbiamo pubblicato due servizi riguardante la liquidazione delle indennità di risultato per i dirigenti di primo livello dell'Asp 7 e dell'ex Provincia di Ragusa. I due articoli hanno avuto letture che hanno sfiorato i 5000 contatti, a conferma che il cittadino semplice è attento (o curioso) sulla retribuzione degli alti dirigenti. Il dato che ha sorpreso soprattutto è come mai un Ente che è sull'orlo del fallimento (per ammissione dello stesso Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Salvatore Piazza), non ha ritenuto in questi anni di perenne squilibrio finanziario dell'Ente ritoccare le quote del 75% per l'indennità di posizione (più di 45 mila euro a testa) e solo il 25% di indennità di risultato oppure 'tagliare' e ridurre i fondi del personale dipendente o dirigente che sono rimasti invariati anche se i dirigenti sono passati da 12 a 5 negli ultimi anni? Come dire una 'riduzione della spesa' parziale e unilaterale. Ma per capire come funziona, bisogna fornire alcune delucidazioni.

Che cosa è la retribuzione di risultato? Introdotta alla fine degli anni novanta dalle "leggi Bassanini", essa voleva superare lo strumento degli scatti di anzianità per introdurre il concetto di raggiungimento degli obiettivi: se a fine anno avrai raggiunto gli obiettivi che l'amministrazione ti ha assegnato, riceverai il premio o parte di esso. Mutuata dall'esperienza anglosassone del public sector, è stata, come spesso accade, "adattata" al sistema italiano, nel senso che nell'esperienza anglosassone il controllo di qualità sull'efficacia dell'azione amministrativa è affidato in larga parte ai beneficiari del servizio erogato dall'amministrazione in questione, ovvero i cittadini e gli utenti, in Italia invece ad un Nucleo di Valutazione composto da tre esperti. Il feedback dell'utenza risulta quindi elemento centrale nella valutazione non tanto del risultato o del raggiungimento dell'obiettivo da parte del singolo dirigente, ma del raggiungimento degli obiettivi da parte dell'amministrazione nel suo complesso in termini di mission. Al di là della forma, la quasi totalità degli enti pubblici italiani ha invece adottato una formula di premio individuale e non collettivo, senza traccia di gradimento esterno (tranne qualche caso in sanità) e non di rado è il dirigente stesso (non solo apicale) che si programma gli obiettivi, con l'ovvia precauzione di fissare l'asticella ad una altezza raggiungibile abbastanza facilmente.

Risultato? Tutti raggiungono gli obiettivi che si sono prefissati! E così tutti i dirigenti dell'ex Provincia di Ragusa percepiscono un'indennità di risultato di 15 mila euro a testa, se poi si ha la direzione ad interim di un altro settore come la dirigente del settore Finanziario Lucia Lo Castro (nella foto) allora si arriva a 30 mila euro, a fronte di una retribuzione annua abbondantemente sopra i 100 mila euro.
Andiamo ora alla retribuzioni dei dirigenti pubblici facendo ricorso allo studio dei docenti universitari Roberto Perotti e Filippo Teoldi che hanno comparato le retribuzioni dei dirigenti pubblici con quelle dei pari grado inglesi. I due docenti si sono soffermati sulla struttura retributiva non solo dei ministeri, ma di tutta la Pubblica Amministrazione italiana. Ed hanno convenuto che essa è una enorme piramide, con una base molto ampia e un vertice molto sottile con retribuzioni altissime. Per un semplice termine di paragone, si tenga presente che il capo di gabinetto del Foreign Office e i quattro direttori generali nel ministero dell' economia britannici guadagnano circa 150.000 Euro; un direttore (equivalente a un dirigente di I fascia della Pubblica Amministrazione) 110.000 euro.
Forse alcuni anni fa una discussione di questo tipo sarebbe apparsa capziosa e inattuale, ma se il vento spinge in questa direzione non è soltanto per la crisi economica e le disuguaglianze da essa indotta (i grillini su questi temi sono andati al Governo): ma anche perché il dirigente pubblico ha gradualmente perduto almeno in parte, quell'alone di competenza e di autorevolezza che lo ha circondato per decenni. Se molti di loro vengono oggi guardati con il sospetto di rappresentare un fattore burocratico di inutile complicazione, ridurre contrattualmente la propria retribuzione di risultato ed orientare decisamente gli obiettivi da raggiungere in direzione della semplificazione e trasparenza amministrativa (anche consultando soggetti esterni nella individuazione degli obiettivi stessi) rappresentano una occasione da cogliere. Finora in provincia di Ragusa, nessuno lo ha colto...