Giudiziaria Catania

Caso Diciotti, avvocati di Catania contro Salvini: Viola la costituzione

Siamo al terzo giorno

Catania - La camera penale di Catania contro il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, circa il caso della nave Diciotti, ferma ormai da tre giorni al porto di Catania. Una decisione, secondo i penalisti, che non poggerebbe su nessuna base giuridica. Com'è noto il ministro dell'interno ha autorizzato ieri lo sbarco di 27 minori non accompagnati ma il resto dei passeggeri è ancora in attesa, a bordo. Salvini ha monopolizzato, indubbiamente, la stampa nazionale, attaccando il presidente della Camera Roberto Fico, chiamando in ballo Mattarella e pure il presidente del consiglio Giuseppe Conte. La sua posizione, però, è fortemente criticata dai giuristi etnei secondo cui, in buona sostanza, Salvini non avrebbe nessuna competenza per interloquire con la Guardia Costiera, piusttosto questo sarebbe il compito di un altro ministero, quello delle infrastrutture, presieduto da Danilo Toninelli.

La Camera penale, in tal senso, ipotizza che la decisione di Salvini di impedire lo sbarco comporti la violazione dell'articolo 13 della Costituzione, che prevede che non sia "ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria". Sostanzialmente, i migranti a bordo non hanno commesso nessun reato, non costituiscono un pericolo pubblico ma vengono comunque privati della loro libertà personale.

Altro problema che si sta profilando all'orizzonte è quello del profilo igienico-sanitario: da tre giorni, 150 persone convivono su una nave, con due soli due bagni, in un contesto che inevitabilmente diventa più critico con il passare delle ore. Sulla liceità di quanto sta avvenendo a bordo della Diciotti si sta occupando la procura di Agrigento, che ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti in merito all'ipotesi di sequestro di persona.