Attualità Enogastronomia

Malandrino, un vino naturale dell'Etna

Da non confondere col tanto decantato biologico

Castiglione di Sicilia - Un rosso dell'Etna da una vigna di nerello mascalese di recente impianto coltivata con la tecnica ad alberello tradizionale dell'area Etnea: si chiama “Malandrino Nerello Mascalese” ed è un vino dell’Etna prodotto con uve che maturano al sole dei terrazzamenti esposti a nord est del versante ionico del vulcano.  Un vino particolarissimo, di Nicchia, che viene prodotto in un’azienda che ha deciso di sposare una filosofia fatta di sostenibilità, accoglienza e produzione locale, Bagol’Area.

Bagol’Area (…l’area intorno al Bagolaro) sorge in una splendida villa degli inizi del ‘900: era la residenza di una grossa famiglia originaria di Riposto, ma anche una delle più grandi aziende vitivinicole sull’Etna; più di 60 ettari di vigneto terrazzato con quei muretti a secco che adesso sono patrimonio Unesco, inerpicata sulle pendici dell’Etna. In tutto, Bagol’Area si sviluppa da 350 metri sul livello del mare fino a 500, a Mascali. Un palmento di circa 350 metri quadri e diverse masserie che ospitavano le famiglie dei lavoratori residenti, insomma un piccolo borgo che oggi è tornato a brulicare di vita. Il luogo era abbandonato da 30 anni ma nel 2005 torna a nuova vita.

Nel 2010 nasce l’azienda Bioagricola Bagolaro che, oltre a produrre vino, si occupa anche di tutto ciò che la terra offre: conserve, olio, frutti (viene coltivato anche l’avocado), piante officinali. Insomma, tutto ciò che la natura può offrire, senza interferire troppo con il suo ciclo naturale.
Malandrino è un vino naturale senza solfiti aggiunti, con maturazione di 12 mesi in botti di rovere o giare di terracotta (lieviti indigeni e non filtrato). Un’azienda che può diventare un interessante modello da esportare.
 

Foto: Davide Modesto